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Gran parte del diritto svizzero delle garanzie mobiliari oggi in vigore risale al 1907, anno in cui è stato adottato il Codice civile. Secondo un’analisi d’impatto della regolamentazione ex ante pubblicata il 4 ottobre 2021, la revisione renderebbe più competitive le condizioni quadro per le aziende.

Nel diritto svizzero delle garanzie mobiliari le garanzie sui beni mobili possono essere costituite soltanto trasferendo la proprietà della garanzia dal debitore al creditore, secondo il cosiddetto principio del pegno manuale. Questa norma impedisce di fatto alle imprese svizzere di utilizzare come garanzia per crediti o prestiti beni strumentali quali macchinari, veicoli, materie prime, scorte o altri beni mobili. Sono interessati soprattutto i crediti commerciali ma anche quelli bancari. La situazione rischia di incidere sull’impiego efficiente dei capitali e potrebbe costituire uno svantaggio concorrenziale per le aziende svizzere. Negli ultimi decenni molti Paesi hanno aggiornato il diritto delle garanzie mobiliari all’interno dei propri ordinamenti giuridici, consentendo un ampio utilizzo di garanzie senza spossessamento.

Alla luce di tutto ciò, il Consiglio federale ha previsto di inserire tra i suoi obiettivi annuali per il 2020 lo svolgimento di un’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) particolarmente approfondita. Lo studio, condotto dall’agenzia Interface Politikstudien Forschung Beratung per conto della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e dell’Ufficio federale di giustizia (UFG), aveva lo scopo di formulare proposte per un’eventuale revisione del diritto svizzero delle garanzie mobiliari, analizzando in particolare le conseguenze per le piccole e medie imprese (PMI).

Dall’analisi emerge che rispetto a quasi tutti gli altri Paesi, che hanno adeguato i propri ordinamenti, l’accesso alle forme di finanziamento esterno garantito da parte delle PMI svizzere è fortemente limitato. Gli autori dello studio raccomandano dunque una revisione graduale della legislazione pertinente per quanto riguarda le aziende. Per farlo è necessario autorizzare le ipoteche mobiliari con pubblicazione nei registri, aggiornare la riserva della proprietà e il diritto di cessione nonché modernizzare i diritti della proprietà immateriale e i valori patrimoniali immateriali. Gli autori consigliano inoltre di istituire un registro digitale centralizzato e di ratificare in tempi rapidi il Trattato di Città del Capo, che disciplina in maniera univoca le garanzie per alcuni beni strumentali di grande valore impiegati a livello internazionale, in particolare aeromobili, materiale rotabile e satelliti.

La riforma legislativa dovrebbe generare stimoli economici positivi: in base al suo contenuto si stimano aumenti di fatturato una tantum compresi tra 0,5 e 14 miliardi di franchi. Gli effetti innovativi, come il miglioramento della competitività internazionale delle PMI, dovrebbero poi consolidare ulteriormente questi aumenti. Infine, gli autori ritengono che il maggior potenziale della revisione consista nella possibilità di garantire i crediti di fornitura.

I risultati dell’AIR approfondita saranno analizzati dai dipartimenti competenti.