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Gli studi sul clima dell’università di Berna, decretano inequivocabilmente la responsabilità dell’uomo rispetto al riscaldamento globale, che negli ultimi 2000 anni non è mai stato tanto veloce ed esteso come lo è oggi.
Il rapporto “Cambiamento climatico e territorio”, pubblicato l’8 agosto dal comitato scientifico dell’Onu sul clima, stabilisce che a pagare le conseguenze del riscaldamento globale saranno soprattutto le popolazioni più povere di Africa e Asia, con guerre e migrazioni. Ma anche il Mediterraneo è ad alto rischio di desertificazione e incendi.

I cittadini dei paesi ricchi, che hanno maggiormente contribuito al riscaldamento globale con elevatissime emissioni, facendone ricadere le conseguenze soprattutto sulle nazioni povere, devono decidere che comportamento assumere. Rispetto ai paesi del Sud, disponiamo di più risorse finanziarie per riparare i danni provocati dagli eventi climatici estremi, per proteggere le nostre abitazioni dal caldo, per reperire l’acqua necessaria alla sopravvivenza e alla coltivazione dei prodotti alimentari. Ma quando l’acqua e i prodotti alimentari saranno più scarsi, i problemi che l’Occidente ha finora confinato ai margini della propria opulenza, si avvicineranno sempre più.
La Svizzera dovrà erigere muri per fermare le migrazioni e contendersi con gli altri paesi le risorse necessarie alla sopravvivenza, oppure può pianificare sin d’ora, insieme a tutti i paesi “responsabili”, gli interventi necessari per contenere il riscaldamento climatico e combattere l’inaridimento e la desertificazione.

I Verdi vogliono risolvere questo problema globale con la cooperazione e l’impegno responsabile, non con le armi e la sopraffazione sui popoli più poveri. Il riscaldamento climatico non è solo una questione ecologica, bensì anche morale.

Fabiano Cavadini, candidato al Consiglio Nazionale