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Il Congresso Internazionale sui Linfomi Maligni fu organizzato per la prima volta a Lugano nel 1981, alla presenza di poche centinaia di persone. All’ultima edizione, nel 2019, i partecipanti erano quasi 4’000 da oltre 80 paesi e se non si fosse stati obbligati a chiudere le iscrizioni, per i noti problemi logistici di Lugano, la cifra sarebbe stata ancora molto maggiore.
Quest’anno il congresso avrebbe quindi festeggiato il quarantesimo dalla prima edizione: si era pensato ad un evento in grande stile con una “Corsa della Speranza” organizzata per i congressisti e la popolazione ticinese e forse addirittura un concerto in Piazza Riforma.

La pandemia ha naturalmente buttato all’aria tutta la pianificazione e l’organizzazione del congresso che, con il suo solito elevato livello scientifico intendeva avvicinare i partecipanti, provenienti dai quattro angoli del mondo, alla realtà ticinese e alla popolazione locale. Era infatti anche prevista un’esposizione fotografica in alcuni punti strategici del Parco Ciani per presentare alla popolazione i momenti salienti di questa storia straordinaria iniziata nel 1981, che ha reso il congresso ICML l’evento principale a livello mondiale nel campo dei linfomi maligni.

Per mesi il comitato organizzativo ha lavorato intensamente cercando di organizzare almeno una versione cosiddetta “ibrida” del congresso. Si era cioè a lungo sperato di avere una partecipazione ridotta (al massimo di 2’000 partecipanti), i quali avrebbero potuto seguire dal vivo il congresso in situazione di sicurezza (cioè mantenendo le distanze) prevedendo un ampliamento dell’area congressuale. Oltre al Palazzo dei Congressi, alla enorme tensostruttura che sarebbe stata costruita su Parco Ciani ed al Campus dell’USI, la sede congressuale avrebbe difatti compreso addirittura buona parte del Padiglione Conza. I partecipanti sarebbero quindi stati distribuiti su questa enorme area ed ognuno avrebbe potuto seguire in diretta, grazie a collegamenti telematici, quanto presentato nelle varie sale. Tutto era stato discusso con i servizi del Comune di Lugano, ma la luce verde delle autorità sanitarie cantonali avrebbe potuto essere ottenuta al più presto all’inizio di aprile quando, si sperava, si sarebbe potuto avere un’idea un po’ chiara dell’andamento della pandemia.

Nel frattempo però, il comitato organizzativo ha dovuto purtroppo gettare la spugna. L’attuale situazione di totale incertezza sull’andamento della pandemia, le persistenti restrizioni ai viaggi internazionali, le proibizioni emanate da molti ospedali, università e ditte farmaceutiche, che impediscono ai loro dipendenti di viaggiare almeno fino ad estate inoltrata: tutto ciò, insieme a tutta una serie di altri fattori anche finanziari, hanno reso purtroppo la soluzione ibrida totalmente impossibile. Già alcune settimane fa due altri grandi congressi internazionali, che avrebbero dovuto aver luogo nelle prime due settimane di giugno (il congresso dell’American Society of Clinical Oncology, ASCO, e il congresso della European Hematological Association, EHA) sono stati trasformati in eventi solo virtuali. Ora anche il Congresso Linfomi di Lugano avrà luogo dal 18 al 22 giugno ma purtroppo solo con un formato virtuale.

Il comitato organizzativo è stato obbligato a prendere questa dolorosa decisione, anche se da tutto il mondo arrivavano segnali della voglia di molti partecipanti di esserci in presenza a Lugano. Ma la realtà ha reso questo sogno ormai impossibile. Durante 5
giorni quindi, in fasce orarie ben definite per poter permettere la partecipazione da remoto tenendo conto dei diversi fusi orari della maggior parte di coloro che vorranno seguire l’evento, il Congresso Linfomi di Lugano andrà in onda virtualmente. Il congresso sarà ristrutturato in modo tale da cercare di soddisfare al massimo, almeno dal punto di vista scientifico, le aspettative delle migliaia di ricercatori che sicuramente desiderano anche stavolta approfittare del livello scientifico e formativo dell’evento luganese. Tutto ciò presuppone ora una completa ristrutturazione dell’evento da parte del comitato organizzativo: un lavoro enorme da realizzare in tempi molto brevi. Ulteriori dettagli sul programma e sui contenuti verranno comunicati in un paio di mesi.