Secondo la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) i contratti collettivi nazionali di lavoro di obbligatorietà generale devono prevalere sulle disposizioni cantonali.

La CET-S ha discusso della mozione 18.3934 del consigliere agli Stati Isidor Baumann «Contratti collettivi nazionali di lavoro di obbligatorietà generale. Rafforzare il partenariato sociale». Ha anzitutto sentito una rappresentanza della Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica, di GastroSuisse e dell’Unione sindacale svizzera, decidendo poi, con 9 voti contro 3 e 1 astensione, di raccomandare alla Camera di accogliere la mozione. I sostenitori paventano la situazione eterogenea che verrebbe a crearsi se numerosi Cantoni inserissero nel loro diritto salari minimi diversi che prevalgono sui contratti collettivi di lavoro (CCL). La mozione non si oppone ai salari minimi, ma chiede che vengano introdotti soprattutto nei settori in cui non esistono i CCL e nei quali i lavoratori devono quindi essere tutelati. La minoranza reputa invece che se i partner sociali non sono più soddisfatti del CCL possono disdirlo. Non vi è quindi alcun motivo per un primato di principio dei contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale. Per questo motivo la minoranza respinge la mozione.