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“SÌ” A FINANZIAMENTO MONISTICO CURE AMBULATORIALI E OSPEDALIERE

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I cantoni dovranno partecipare anche al finanziamento delle cure ambulatoriali, in cambio saranno parzialmente sgravati per quelle stazionarie. È quanto prevede una riforma della LAMal approvata oggi dal Consiglio nazionale con 121 voti contro 54 e 8 astensioni.

Attualmente, ha spiegato il relatore commissionale Philippe Nantermod (PLR/VS), il settore ambulatoriale è interamente a carico delle casse malattia, mentre quello stazionario è rimborsato almeno per il 55% dai cantoni al massimo per il 45% dagli assicuratori.

Questa ripartizione crea però una situazione paradossale: oggi si tende a favorire il settore ambulatoriale, meno costoso rispetto a quello stazionario. Orbene, in questo caso le spese sanitarie globali diminuiscono, ma quelli a carico degli assicurati (via il pagamento dei premi) aumentano.

La riforma in questione propone di passare al finanziamento monistico, ossia uguale nei settori ambulatoriale e ospedaliero. La parte cantonale sarà almeno del 25,5%, quella a carico degli assicuratori al massimo del 74,5%, ha sottolineato Nantermod.

Contro la riforma si è schierata la sinistra: non siamo sfavorevoli al principio ma a questa legge “dettata dalle associazioni delle casse malattia Curafutura e Santésuisse”, ha affermato Barbara Gysi (PS/SG). Tutti i prestatori avranno infatti il diritto di fatturare il 74,5% delle spese all’assicurazione di base, comprese le cliniche private che non figurano nelle liste cantonali (e che quindi non ricevono soldi dai cantoni).

Il campo rosso-verde, con il sostegno del Consiglio federale, avrebbe voluto mantenere lo status quo al 45%. La proposta in discussione serve solo a finanziare gli utili degli ospedali privati, ha sostenuto Roger Nordmann (PS/VD). Ricordando la forte opposizione dei cantoni, il ministro della sanità Alain Berset ha sostenuto che questo è un elemento che potrebbe portare al fallimento dell’intera riforma.

La proposta riguarda solo 10 cliniche su un totale di 280 ospedali (pubblici e privati), ha replicato Nantermod. Oggi questi nosocomi sono rimborsati al 100% per le cure stazionarie (dagli assicuratori, ndr.), se passasse la proposta della sinistra questa proporzione scenderebbe al 45% per tutte le prestazioni, ha aggiunto il vallesano. Al voto la maggioranza l’ha seguito con 132 voti contro 56 e 6 astensioni.

Da notare che la riforma sarà attuata contemporaneamente al progetto di monitoraggio dell’offerta ambulatoriale che sarà realizzata attraverso una regolamentazione del numero di medici. Il Parlamento ha infatti deciso di legare giuridicamente i due oggetti.

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