Iniziativa in ambito fiscale Lega dei ticinesi

In ambito tributario cantonale, la Lega dei ticinesi vuole:

eliminare le imposte di successione e di donazione a livello cantonale;

Le imposte di successione e di donazione vengono oggi prelevate dai Cantoni (e da alcuni Comuni), alcuni le hanno abolite, altri ridotte. Il Canton Ticino, non c’è da stupirsi in ambito fiscale, veleggia nelle retrovie, con dei prelievi massimi che raggiungono il 41%, secondi solo a Basilea Città e Neuchâtel. Queste imposte controverse non sono solo contestabili per l’entità del capitale richiesto, ma per la loro natura, come anche per le soggettive distinzioni parentali.

1. Disparità di trattamento

Oggi le imposte di successione e di donazione subiscono modifiche sostanziali dell’aliquota sulla base di una classificazione soggettiva dell’importanza del grado di parentela:

  • Grado 0: Coniugi, discendenti e ascendenti in linea diretta, compresi gli adottivi;
  • Grado 1: Fratelli e figliastri;
  • Grado 2: Nipoti (figli di fratelli o sorelle), figli di figliastri, zii, patrigno, matrigna;
  • Grado 3: Pronipoti (figli dei figli di fratelli o sorelle), prozii, primi cugini, cognati, genero, nuora, suoceri, fratellastri;
  • Grado 4: Parenti di ogni altro grado e non parenti.

Lampanti sono le disparità fra coniugi e concubini, ma non solo, fra fratelli e fratellastri o fra figli adottivi e figliastri. Queste differenziazioni, oggi non più giustificate, sono chiaramente contestabili ed opinabili. Si veda a tale riguardo l’esempio seguente:

  1. Relazione: zio à nipote

Oggetto: successione, casa monofamiliare del valore di 650’000 franchi.

650’000 x 16,7% = 108’566 franchi

  • Relazione: zio (fratellastro del padre defunto) à nipote

Oggetto: successione, casa monofamiliare del valore di 650’000 franchi.

650’000 x 38,5% = 250’537 franchi

La disparità di trattamento nell’esempio è facilmente osservabile ed in entrambi i casi l’imposta potrebbe verosimilmente obbligare il nipote ad ipotecare l’immobile, se non addirittura ad alienarlo, al fine di trovare la liquidità necessaria per il pagamento del debito fiscale.

2. Aziende familiari

Oltre alle semplici successioni o donazioni di capitali o di beni, l’imposta di successione e di donazione è un problema non indifferente per la sussistenza e, soprattutto, la continuità delle aziende familiari presenti sul nostro territorio. Quest’ultime, spesso e volentieri, sono di piccole o medie dimensioni: le cosiddette “PMI”, che giocano un ruolo fondamentale per il tessuto economico ticinese e che producono e ridistribuiscono ricchezza in Ticino, nonché quelle che subiscono gli effetti della globalizzazione e che virtuosamente cercano di sopravvivere nella morsa di multinazionali e padroncini.

Il passaggio di proprietà generazionale, se non fatta per linea diretta, come per le successioni e donazioni di capitali e beni, comporta carichi fiscali altissimi (sino ad un massimo del 41%!). Imposizioni che minano la sopravvivenza di queste aziende, in quanto l’erede/il successore si trovano confrontati con un onere fiscale che mette le PMI in seria difficoltà, soprattutto a livello di liquidità. Gli effetti collaterali sono facilmente immaginabili: dismissione dell’attività, vendita della società, fallimento.

3. Risparmiare non è reato!

Fatte queste premesse, quello che si vuole contestare non sono le incongruenze dell’imposizione fiscale, né cercare di apporre correttivi a questo sistema di tassazione. L’iniziativa vuole piuttosto mettere in discussione l’imposta di successione e donazione in quanto tale e chiederne semplicemente l’abolizione come già avvenuto in altri Cantoni.

La società è cambiata, e se un tempo esimere i soli discendenti diretti dal pagamento di questa imposta permetteva di esentare quasi la totalità dei cittadini, oggi non è più il caso. In effetti, sempre più sono le persone senza figli, coppie di conviventi ma non sposate e chi più ne ha più ne metta.

Questa imposta introdotta sotto qualche falso mito di correttezza fiscale ha raggiunto un punto di non ritorno. Sia a livello politico, morale che giuridico l’imposizione di un’eredità è sempre più vacillante; in uno Stato di diritto e di espressione liberale garante della proprietà privata non può essere giustificata un’imposta su un capitale già più volte tassato. Ammesso e non concesso che le imposte sul reddito/utile e le imposte sulla sostanza siano commisurate ai servizi erogati dallo Stato, il prelievo sullo stesso capitale per mezzo delle imposte di successione e di donazione sono nulla più che un mezzo per rimpolpare i forzieri statali. In altre parole, un’erosione del patrimonio privato a titolo gratuito non corrisposto da servizi e nemmeno fiscalmente giustificabile.

La Svizzera, il Ticino e la nostra società in generale, sono cresciuti, raggiungendo un livello di benessere quasi senza pari grazie al principio del conservatorismo finanziario e del risparmio. Oggi la politica e lo Stato nel senso più ampio sembrano favorire sempre più il comportamento opposto, quello del consumismo e dell’indebitamento. Chi, invece, cerca di avere un ciclo economico virtuoso e prudente sembra sempre più essere penalizzato. È forse ora che le nostre istituzioni se ne rendano conto e che un cambio di marcia avvenga in modo tempestivo, nell’interesse economico del Paese, nel rispetto di chi questa nazione l’ha costruita e non da ultimo per dare dei valori e degli insegnamenti alle nuove generazioni.

4. Conclusioni

Gli iniziativisti sono coscienti dell’importanza finanziaria che l’imposta di successione e di donazione ha sulle entrate dello Stato del Canton Ticino (circa 45 milioni di franchi a piano finanziario). Tuttavia, sebbene le entrate siano ingenti, non ne giustificano la forma: tanti o pochi che siano, restano soldi prelevati al contribuente in maniera ingiustificata. Per questo motivo gli iniziativisti chiedono al Gran Consiglio di prendere coscienza di questa situazione ed invitano lo stesso ad approvare l’iniziativa ed abolire l’imposta sulle successioni e donazioni a livello cantonale.

La Legge tributaria del Canton Ticino viene modificata nel modo seguente:

1)

Art. 1 Il Cantone preleva secondo questa legge:

  1. un’imposta sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche;
  2. un’imposta sull’utile, sul capitale e sugli immobili delle persone giuridiche;
  3. un’imposta alla fonte sul reddito di determinate persone fisiche e giuridiche;
  4. un’imposta sugli utili immobiliari;
  5. un’imposta sulle successioni e sulle donazioni.

2 Rimangono riservate le disposizioni del diritto federale e delle convenzioni internazionali di doppia imposizione.

2)

Art. 141 –  …  – Art. 178        Abrogati

Andrea Censi, Lega dei Ticinesi

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