La crisi COVID-19 ha sicuramente rischiato di mettere al tappeto l’intero settore del turismo ticinese. Se da un lato ristoratori e albergatori segnalano, almeno in generale, una ripresa (in forza forse anche delle raccomandazioni di trascorrere le ferie sul territorio cantonale rispettivamente degli incentivi elargiti alla popolazione), dall’altro lo stesso non possono dire le imprese di trasporto privato (incluse attività di viaggi turistici e trasporti scolastici) a cui ancora oggi l’utenza non si rivolge (sia per timore, sia per restrizioni (dissuasive?) tuttora imposte) e che, a differenza di quelle pubbliche, non hanno ricevuto alcun sostegno mirato.

Come se non bastasse sembra che il Cantone e per esso il DECS (Sezione amministrativa), che ha appaltato ai sensi della Legge sulle commesse pubbliche tutti i servizi di trasporto scolastici alle varie imprese di trasporto privato presenti sul territorio, non abbia fatto fronte ai contratti non pagando il corrispettivo previsto, ma unicamente la quota relativa all’effettivo utilizzo del servizio. In uno scritto a loro rivolto è stato semplicemente indicato: “vi informiamo che stiamo valutando la questione di un eventuale risarcimento/indennizzo a causa dell’interruzione del servizio di trasporto”, sennonché a oltre 4 mesi da detta lettera, nessuna precisazione è stata fatta e il settore, che riguarda all’incirca 300-400 persone, è in stand-by. Ad aggravare la situazione v’è, ovviamente, l’incognita sul futuro scolastico e di conseguenza del relativo trasporto.

Ciò premesso, chiedo al Consiglio di Stato:

  1. Su quali basi legali ha deciso di non pagare il corrispettivo previsto dai contratti di appalto vincolanti?
  2. Come intende risarcire/indennizzare le imprese di trasporto privato a cui sono stati appaltati i trasporti scolastici secondo la Legge sulle commesse pubbliche? Entra in linea di conto eventualmente l’idea di prorogare la durata dei contratti per sopperire alla perdita di guadagno?
  3. Come intende garantire un futuro a questo settore per i trasporti scolastici nel caso di non riapertura totale delle scuole o di nuovo lockdown (totale o parziale)? Entro quando ritiene di dare una risposta a queste aziende circa il nuovo anno scolastico affinché possano organizzarsi (eventualmente licenziando il personale)?
  4. Ritenuto che la maggior parte di queste aziende sono gestite da persone pure attive nello svolgimento dei trasporti (per ovvie ragioni di sostenibilità finanziaria), oltre alle indennità per lavoro ridotto per il personale dipendente (che altrimenti rischia il licenziamento a breve), non si ritiene di dover prevedere delle IPG proprio per i dipendenti con potere decisionale quali sono ritenuti i titolari?
  5. Non ritiene di dover prevedere degli aiuti mirati a queste aziende che svolgono pure attività turistica al pari di ristoranti, alberghi e strutture di svago?

Quadranti Matteo