Di stretta misura, essa propone tuttavia alcune modifiche importanti da apportare al disegno, segnatamente la proroga a 8 anni del termine d’ammortamento dei crediti e il mantenimento durante 8 anni dei tassi d’interesse convenuti in occasione della concessione dei prestiti.

Dopo aver sentito la Conferenza dei direttori cantonali dell’economia pubblica, l’Unione svizzera delle arti e mestieri, Fiduciari Suisse e Swissmem, la Commissione è entrata in materia senza opposizioni sul disegno di legge del Consiglio federale (20.075).

Nell’ambito della deliberazione di dettaglio, a proposito dei dividendi, con 14 voti contro 11 la Commissione propone di spingersi oltre la proposta del Consiglio federale vietando la decisione stessa di distribuirli (e non solo la loro distribuzione), in particolare allo scopo di evitare un aumento del rischio d’insolvenza dell’impresa. Una minoranza propone una soluzione vicina a quella del Consiglio federale (divieto di «versamento di averi in dividendi»). Con 17 voti contro 7 e 1 astensione la Commissione ha invece respinto una proposta che intendeva vietare il versamento di bonus alla direzione e al consiglio d’amministrazione dell’impresa.

Con 13 voti contro 12 la Commissione propone di estendere il termine d’ammortamento dei crediti a 8 anni (con 2 anni di proroga per i casi di rigore) per alleviare le imprese che incontreranno difficoltà a rimborsarli entro 5 anni. Una prima minoranza propone di seguire il disegno del Consiglio federale (termine di 5 anni con eventuale proroga di 5 anni), allo scopo di non ritardare inutilmente il rimborso dei crediti, mentre una seconda minoranza propone un termine di 5 anni con la possibilità di proroga di soli due anni e mezzo.

Per quanto concerne i tassi d’interesse, la Commissione propone alla Camera, con 13 voti contro 12, di mantenerli allo 0 per cento durante 8 anni per i crediti fino a 500 000 franchi e allo 0,5 per cento per i crediti fino a 20 milioni di franchi, in modo da evitare un clima d’incertezza per le imprese e facilitare loro l’accesso ad altri crediti. Una minoranza preferisce seguire il disegno del Governo, secondo cui a partire dal secondo anno il Consiglio federale adeguerà, se del caso, i tassi d’interesse all’evoluzione del mercato. Essa ritiene che i tassi d’interesse siano ad ogni modo poco suscettibili di cambiare nei prossimi anni e teme che, in caso di evoluzione del mercato, le banche eserciteranno una maggiore pressione sulle imprese per accelerare il rimborso dei crediti. Con 15 voti contro 4 e 6 astensioni la Commissione ha invece respinto la proposta di una regola che fissi il meccanismo dei tassi d’interesse, confidando nel fatto che Consiglio federale prenderà le misure adeguate.

Con 15 voti contro 10 la Commissione propone di precisare i compiti degli uffici di revisione (art. 23). La Commissione ha respinto, con 15 voti contro 8 e 2 astensioni, la proposta secondo la quale la SECO avrebbe dovuto pubblicare le statistiche sugli interessi negativi accordati dalla Banca nazionale svizzera alle banche per la durata dei crediti, considerando che sia difficile stimare gli eventuali guadagni delle banche. Essa ha pure respinto, con 15 voti contro 7 e 1 astensione, una proposta che mirava a permettere l’accesso alle informazioni relative all’identità e alle coordinate bancarie dei mutuatari, come pure agli importi attribuiti e rifiutati, ritenendo che tali informazioni riguardino la sfera privata economica dell’impresa. La Commissione ha infine rifiutato, con 15 voti contro 7 e 1 astensione, una proposta che chiedeva di non considerare capitale di terzi i crediti fino a 20 milioni di franchi. A differenza dei crediti fino a 500 000 franchi, il rischio di indebitamento eccessivo delle imprese interessate è stato esaminato in occasione della concessione del prestito.

Nella votazione sul complesso la Commissione ha adottato il disegno all’unanimità. Considerato il carattere urgente dell’oggetto, il disegno di legge sarà esaminato dal Consiglio nazionale nella sessione speciale del 29 e 30 ottobre. Le deliberazioni in seno al Consiglio degli Stati e l’appianamento delle divergenze sono previsti per la sessione invernale.

2. RIDUZIONE DEI RISCHI ASSOCIATI ALL’USO DI PESTICIDI: LA CET-N SI ALLINEA AMPIAMENTE AL CONSIGLIO DEGLI STATI

La Commissione ha esaminato il progetto di legge della Commissione omologa del Consiglio degli Stati concernente la riduzione del rischio associato all’uso di pesticidi (19.475). È entrata in materia sul progetto senza opposizioni e nella deliberazione di dettaglio si è allineata ampiamente alle decisioni del Consiglio degli Stati. Nella votazione sul complesso la Commissione ha approvato il progetto modificato con 14 voti contro 1 e 10 astensioni.
La maggior parte della discussione si è incentrata sulla questione se sia opportuno, nell’interesse di uno strumento efficace per combattere le due iniziative popolari sull’acqua potabile (18.096 e 19.025), integrare nel progetto anche alcune parti del «pacchetto di misure per l’acqua potabile» della politica agricola a partire dal 2022 (PA22+). Infine la Commissione ha tuttavia unicamente aggiunto all’articolo 6a della legge sull’agricoltura, nella versione del Consiglio degli Stati, un obiettivo secondo cui i concimi chimici importati devono essere possibilmente sostituiti con concimi aziendali indigeni, respingendo tutte le proposte che si spingevano oltre. Secondo la maggioranza della Commissione le modifiche di legge previste apportano già molti miglioramenti e non occorre anticipare ora l’attuazione della politica agricola prevista a partire dal 2022, tanto più che nell’iniziativa parlamentare, originariamente si trattava unicamente di ridurre i rischi causati dai pesticidi. L’onere amministrativo derivante da provvedimenti più incisivi sarebbe molto importante, motivo per cui bisogna avere una visione più chiara delle ripercussioni prima di deciderli. Diversi membri della Commissione sono tuttavia del parere che il progetto migliori senz’altro la situazione attuale nel senso che il Piano d’azione dei prodotti fitosanitari del Consiglio federale diventerebbe più vincolante sancendolo nella legge e che anche la legge sulla protezione delle acque sarebbe inasprita rispetto ad oggi e perlomeno sarebbero integrate le sostanze nutritive. Tuttavia il progetto è giudicato complessivamente poco incisivo e insufficiente come strumento per combattere le due iniziative popolari sull’acqua potabile.
Riguardo ad alcuni punti specifici, la Commissione ha deciso quanto segue: nell’articolo 6a della legge sull’agricoltura (LAgr), con 15 voti contro 10 respinge la proposta d’inserire nel progetto obiettivi quantificati per la perdita di sostanze nutritive. Per le organizzazioni di categoria e dei produttori non intende poi sancire un obbligo, ma soltanto la possibilità, di adottare provvedimenti e di fare rapporto, e rinuncia anche ad obbligare il Consiglio federale a prendere provvedimenti (15 voti contro 10, in entrambi i casi). Rifiuta anche la possibilità di introdurre tasse d’incentivazione sui concimi minerali e sulle importazioni di alimenti per animali (17 voti contro 7). Infine ha pure respinto la proposta di stralciare l’intero articolo da questo progetto (18 voti contro 7). Non hanno inoltre trovato approvazione né la proposta di adeguare la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (art. 70a LAgr), con 14 voti contro 9 e 1 astensione, né l’inserimento di un obbligo di pubblicazione per le forniture di sostanze nutritive (art. 164a LAgr), con 15 voti contro 9. Nella legge sulla protezione delle acque (art. 9 cpv. 3 lett. a e art. 27 cpv. 1bis LPAc) il valore limite deve essere rispettato soltanto per i prodotti rilevanti di degradazione e non in generale (14 voti contro 10). Infine sono pure state respinte, con 14 voti contro 10 e 1 astensione, una proposta che chiedeva di designare i settori di alimentazione per le captazioni d’acqua sotterranea d’interesse pubblico e la corrispettiva regolamentazione del finanziamento. Per tutte queste decisioni vi sono proposte di minoranza. Il Consiglio nazionale esaminerà l’oggetto nella sessione invernale.

Al termine della deliberazione sul progetto la Commissione ha deciso di depositare due mozioni di commissione che si prefiggono di introdurre misure nell’ambito degli impianti di depurazione delle acque di scarico (20.4261 e 20.4262).

Le iniziative cantonali 18.319 e 18.308 saranno esaminate durante la riunione del 2 e 3 novembre.

3. AVVIATO L’ESAME DELLA LEGGE SULLE BANCHE

La Commissione ha avviato l’esame del disegno del Consiglio federale relativo alla modifica della legge sulle banche (20.059). A tale scopo ha dapprima sentito rappresentanze della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle finanze, dell’Associazione svizzera dei banchieri e delle banche domestiche. Nella seduta di novembre la Commissione procederà al dibattito di entrata in materia e alla deliberazione di dettaglio.

4. ALTRI OGGETTI

Con 15 voti contro 10 la Commissione propone di non dare seguito a una petizione (19.2021) che chiede di non mettere più a disposizione denaro pubblico per la pubblicità della carne. La maggioranza della Commissione sottolinea che la promozione statale dello smercio non si prefigge affatto di far aumentare il consumo di carne. Lo scopo è piuttosto di evidenziare il valore aggiunto della carne svizzera rispetto a quella importata. Una minoranza propone di dare seguito alla petizione.

Infine, nel corso della sua seduta la Commissione ha sentito rappresentanti del mondo della scienza, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri e dell’Unione sindacale svizzera in merito alle ripercussioni economiche della pandemia da coronavirus.

Presieduta dal consigliere nazionale Christian Lüscher (PLR, GE), la Commissione si è riunita a Berna il 12 e il 13 ottobre 2020. A parte della seduta erano presenti i consiglieri federali Ueli Maurer e Guy Parmelin.