Una delegazione composta di sette militanti della Gioventù Comunista Svizzera sta in questo momento facendo ritorno dalla Repubblica Popolare Democratica di Corea (del Nord) dove si trovava in visita ufficiale. A Pyongyang vi era anche un esponente del PPD Svizzero e una delegazione della Gioventù Socialista del Venezuela.

Su invito dei propri corrispettivi coreani, i giovani comunisti svizzeri guidati dal coordinatore Samuel Iembo hanno avuto incontri bilaterali con il presidente della Lega della Gioventù di Corea Pak Chol Min, e con i funzionari del Dipartimento delle relazioni internazionali del Partito coreano del Lavoro al governo, con i quali si sono scambiate opinioni sulla situazione geopolitica internazionale e sull’apprezzato ruolo che la Confederazione gioca sul piano dell’aiuto allo sviluppo, del sostegno all’agricoltura e della mediazione militare sul confine fra le due Coree.

In tal senso la delegazione giovanile svizzera si è quindi recata alla zona demilitarizzata di Panmunjon sulla linea di demarcazione lungo il 38° parallelo, dove si sono recentemente incontrati Kim Jong Un e Donald Trump. La Gioventù Comunista ha espresso l’auspicio di proseguire la denuclearizzazione purché su basi di reciprocità (infatti anche gli USA dispongono di ordigni nucleari in Corea del Sud) e ha risposte alle domande della controparte nordcoreana circa il federalismo attuato nel nostro Paese. L’auspicio è che gli Stati Uniti si disimpegnino dalla penisola (che occupano militarmente da mezzo secolo) e che si possa quindi arrivare in tempi brevi a siglare la pace (attualmente vi è infatti solo un armistizio!) e a valutare un’ipotesi federalista fra Nord e Sud.

I delegati della Gioventù Comunista hanno incontrato anche alcuni operatori turistici e hanno visitato alcuni luoghi di villeggiatura fuori Pyongyang, tra cui le cascate di Kaesong e le colline di Hyangsan. I delegati hanno potuto così osservare anche la conservazione del paesaggio naturale nelle periferie della penisola, in cui il turismo potrà avere un sempre maggiore sviluppo. La Corea sta infatti facendo numerosi investimenti infrastrutturali per accogliere turisti occidentali, oltre al già ampio pubblico cinese e russo.