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Le dichiarazioni odierne dei vertici di Economiesuisse e Swissmem dimostrano la mancanza di volontà nel  capire la gravissima situazione in cui ci troviamo, perpetuando una politica che antepone i loro profitti alla salute e alla vita dei cittadini. I Verdi del Ticino esortano quindi il Consiglio di Stato ticinese a non cedere a queste pressioni e a mantenere le misure relative alla limitazione dell’attività economica,  considerando il valore della vita umana prioritaria rispetto al mero guadagno economico.

Dopo la decisione, comunicata sabato del Consiglio di Stato ticinese, di chiudere tutte le industrie e attività produttive non necessarie, non si sono fatte attendere le reazioni dal mondo dell’industria che, attraverso la sua associazione mantello Swissmem, ha chiesto al Consiglio Federale di partecipare alle decisioni nella gestione della gravissima emergenza sanitaria nella quale ci troviamo. Quest’ultima dichiarazione si somma alla discutibile presa di posizione di Economiesuisse degli scorsi giorni contro il coprifuoco totale delle aziende ma a favore unicamente di quello civile. Tali dichiarazioni evidenziano il totale spregio verso la vita umana da parte di questi ambienti.

I Verdi del Ticino sono sollevati che il governo abbia preso con serietà e coscienza decisioni oggettivamente difficili, dimostrando così di anteporre la salute pubblica e il bene comune ai guadagni economici.  Il partito ecologista auspica che questa linea continui a beneficio delle cittadine e dei cittadini e che non si ceda alle ingiustificabili pressioni che la classe economica esercita sulla classe politica dirigente.

L’evidenza ha dimostrato chiaramente che per contenere questo virus e garantire il corretto funzionamento del nostro sistema sanitario, è imperativo diminuire drasticamente tutte le interazioni sociali evitando così l’espandersi del COVID-19. È quindi inaccettabile e criminale mantenere in funzione attività produttive che potrebbero pregiudicare la salute della collettività.

I Verdi ritengono prioritario sostenere in tempi brevi quelle lavoratrici e lavoratori che si trovano in oggettive difficoltà finanziarie.

Le più importanti associazioni economiche svizzere anche in questa circostanza dimostrano chiaramente la loro noncuranza verso le necessità basilari di dipendenti e famiglie. Nulla è infatti differente dalla noncuranza dimostrata nei confronti della crisi climatica. Alla fine di questa crisi sarà fondamentale mettere un freno alla pressione politica di queste lobby attraverso regole chiare e ferree che ridefiniscano i ruoli tra Stato ed economia.

Ronnie David

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