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Il 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulla semplificazione delle disposizioni sull’indicazione dei prezzi, in cui è stata presa in esame la questione se è praticabile e opportuno semplificare le disposizioni sull’indicazione fallace dei prezzi e la loro applicazione d’ufficio. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che le disposizioni vigenti sono efficaci e garantiscono la certezza del diritto. L’ordinanza sull’indicazione dei prezzi (OIP) non verrà dunque modificata.

Sono state vagliate e analizzate diverse alternative – con i rispettivi vantaggi e svantaggi – relative alla semplificazione e flessibilizzazione delle disposizioni sull’indicazione fallace dei prezzi nonché della loro applicazione d’ufficio. Sulla base di quanto emerso, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che l’OIP non verrà modificata.

Le attuali disposizioni previste dall’OIP per evitare inganni nel caso di prezzi comparativi (regola del dimezzamento e regola dei due mesi) attuano le prescrizioni della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) e si sono dimostrate efficaci. Sono inoltre chiare e applicabili in modo semplice: questo aspetto permette di mantenere bassi i costi di applicazione e di esecuzione per tutti gli operatori di mercato e le autorità di esecuzione. Essendo in vigore da parecchio tempo, tali disposizioni sono ben note sia alle autorità di esecuzione sia a chi indica i prezzi; garantiscono la trasparenza dei prezzi e permettono di evitare che i consumatori siano tratti in inganno.

Oltre a maggiori oneri (costi legati al passaggio alla nuova regolamentazione, costi di applicazione, costi di informazione e di esecuzione), la modifica delle disposizioni attuali comporterebbe incertezza del diritto. In futuro spetterebbe soprattutto ai tribunali stabilire caso per caso se un determinato confronto di prezzi è ingannevole. Anche l’estensione dei periodi di comparazione dei prezzi è discutibile, poiché nel tempo un prezzo comparativo perde la sua significatività e il rischio di induzione in errore aumenta.

Da più di 40 anni i Cantoni si occupano dell’esecuzione d’ufficio (controlli, vigilanza e perseguimento penale); tale pratica si è dimostrata efficace per garantire la trasparenza del mercato e dei prezzi e tiene conto del fatto che quest’ultima è un bene pubblico.

Il Consiglio federale ritiene pertanto che le modifiche all’OIP relative alle disposizioni sull’indicazione fallace di prezzi non renderebbero i mercati più funzionali. Sotto il profilo macroeconomico, tali modifiche non comporterebbero alcun vantaggio.

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