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Lo scorso 18 marzo, Confederazione e Governo cantonale hanno deciso di rinviare le elezioni comunali del 5 aprile e la votazione federale del 17 maggio per motivi di salute pubblica legata all’epidemia di COVID 19. Tutto tace, invece, riguardo alla votazione del 26 aprile sull’aeroporto di Lugano Agno. Come mai, valgono forse altri criteri?

I provvedimenti necessari per contenere la pandemia del COVID-19 hanno un inevitabile impatto anche sull’esercizio dei diritti politici. Le attività parlamentari sono interrotte in tutti i livelli istituzionali, i termini per la raccolta delle firme di iniziative e referendum sono sospesi, la votazione popolare federale del 17 maggio è rimandata in data da definire e le elezioni comunali previste il prossimo 5 aprile sono rimandate di un anno.

Il regolare svolgimento di una votazione o di un’elezione presume, oltre alla possibilità di organizzare le operazioni di voto e di spoglio in sicurezza, anche la libera formazione dell’opinione per permettere la persa di decisioni con cognizione di causa. Questo implica la possibilità di svolgere campagne, manifestazioni informative ed eventi pubblici. La crisi sanitaria attuale, infatti, non permette né l’una né l’altra cosa. Le manifestazioni informative e gli eventi pubblici sono vietati e “il rispetto delle norme sanitarie adottate dalle autorità federali e cantonali non permetterebbero di eseguire regolarmente le operazioni di voto e di spoglio delle schede”.

Non c’è nessuno motivo ragionevole per cui le stesse motivazioni che hanno portato il Governo a rinviare le elezioni non debbano valere anche per la votazione, comunale e cantonale, del 26 aprile sull’aeroporto di Lugano Agno. Da settimane, invece, il governo tentenna anziché prendere la sola decisione possibile: quella di rinviare la votazione forse a fine giugno, come ventilato da alcuni media o, meglio ancora, a fine settembre quando la crisi avrà buone probabilità di essere terminata.

Qual è il problema? L’eventuale fallimento di LASA? Ma soprattutto quali sono le priorità e, di conseguenza, i criteri di valutazione del Governo e della Città di Lugano: la salute della popolazione come per le votazioni comunali e federali, o qualcos’altro? Perché questa attesa? Non è immaginabile che, mentre il Governo per questioni di sicurezza ha rinviato le elezioni comunali, mantenga invece la votazione sull’aeroporto.

Questa situazione mostra la fragilità del nostro sistema: la salute è in pericolo, ma, con questo tentennare da parte del Consiglio di Stato, per motivi che non sono trasparenti, si intravvede un pericolo per la democrazia.

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