La Commissione ha deciso all’unanimità di entrare in materia sull’ulteriore sviluppo dell’AI (17.022 n). Essa condivide dunque l’obiettivo principale di questa revisione dell‘AI, che deve permettere agli adolescenti, ai giovani adulti e alle persone affette da malattie psichiche di essere integrati nel mercato del lavoro o di mantenere il loro impiego. Nel corso della deliberazione di dettaglio, la Commissione si è tuttavia espressa in modo unanime contro la proposta di ridurre le rendite per i figli dal 40 al 30 per cento della rendita principale e quella di modificare il termine «Rendite per figli» con «Indennità per genitori», come ha invece deciso di fare il Consiglio nazionale nella sua qualità di Camera prioritaria. La Commissione ha voluto prima far eseguire un confronto fra le condizioni finanziarie di famiglie che hanno diritto alle rendite per i figli e alle prestazioni complementari (PC) e quelle di altre famiglie che invece non percepiscono alcuna di queste prestazioni dell’assicurazione sociale. In tutti gli scenari considerati è risultato che le famiglie che percepiscono rendite per i figli e PC hanno a disposizione un reddito inferiore a quello di famiglie in situazioni analoghe ma che non beneficiano di queste prestazioni. Questi elementi hanno fatto ritenere alla Commissione che una riduzione delle rendite per i figli non sia opportuna. Ciò è tanto più vero in quanto il passaggio a un sistema di rendite lineare peggiorerebbe la situazione finanziaria di una parte dei beneficiari di rendita. Le decisioni prese dal Consiglio nazionale, per cui all’introduzione del sistema di rendite lineare si aggiungerebbe la riduzione delle rendite per i figli, sono ritenute troppo drastiche dalla Commissione.

RENDITA INTERA VERSATA SEMPRE A PARTIRE DA UN GRADO D’INVALIDITÀ DEL 70 PER CENTO

La Commissione ha approvato con 8 voti contro 4 l’introduzione del sistema di rendite lineare per gli assicurati con un grado d’invalidità compreso tra il 40 e il 69 per cento. Essa ritiene che in tal modo sia possibile eliminare gli effetti soglia e far sì che il sistema risulti più equo. Inoltre, per i beneficiari di rendite AI risulterà finanziariamente più attrattivo esercitare un’attività lucrativa il più a lungo possibile. La minoranza critica il fatto che gli assicurati con un grado d’invalidità compreso tra il 60 e il 69 per cento percepirebbero una rendita inferiore, situazione che i miglioramenti previsti per gli assicurati con un grado d’invalidità compreso tra il 40 e il 59 per cento non potrebbero controbilanciare. Con 8 voti contro 3 la Commissione ha deciso respingere la proposta che chiede che la rendita intera venga versata soltanto a partire da un grado d’invalidità dell’80 per cento e non del 70. La maggioranza ritiene infatti che chi presenta un grado d’invalidità superiore al 70 per cento abbia scarse possibilità di esercitare un’attività lucrativa. In considerazione del mercato del lavoro la Commissione propone inoltre, all’unanimità, che con il passaggio al sistema di rendite lineare gli assicurati con un’età minima di 55 anni non debbano subire una diminuzione della rendita. Il Consiglio nazionale aveva fissato tale soglia a 60 anni, come il Consiglio federale.

La Commissione ha preso atto che l’avviamento professionale AI continuerà in linea di principio a durare due anni, anche se tale norma non sarà iscritta esplicitamente nella legge. Nei casi in cui sia ritenuto opportuno, dovrà però essere possibile offrire avviamenti professionali più brevi.

Per quanto riguarda le disposizioni concernenti le perizie la Commissione propone, con 9 voti contro 4, che delle interviste tra il perito e l’assicurato sia effettuata e archiviata una registrazione sonora, sempre che l’assicurato non disponga altrimenti. In merito ad altre questioni legate alla perizia la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di eseguire approfondimenti. Essa persegue l’obiettivo di concludere la deliberazione alla prossima riunione, affinché il progetto possa essere trattato dal Consiglio degli Stati nella sessione autunnale.

LE TARIFFE NELLA MEDICINA PEDIATRICA DEVONO ESSERE ADEGUATE

La Commissione ha esaminato quattro iniziative cantonali che chiedono tutte un adeguamento della struttura tariffale nel settore della medicina pediatrica ambulatoriale e ospedaliera (18.30918.31818.32218.324). Nel quadro delle sue consultazioni, la CSSS-S ha sentito i rappresentanti dei Cantoni di San Gallo, Turgovia, Basilea Città e Basilea Campagna. Dai colloqui è emerso che le tariffe spesso non tengono sufficientemente conto delle particolarità della medicina pediatrica, al punto che ne può derivare un’insufficienza di finanziamento degli ospedali pediatrici. La Commissione ha pertanto deciso all’unanimità di accogliere la richiesta dei Cantoni. A tal fine, non ha scelto però la via delle iniziative cantonali, ma quella di una mozione di commissione (19.3957). L’obiettivo è di fare in modo che il Consiglio federale e l’Amministrazione adottino adeguati provvedimenti in materia.

ALTRI OGGETTI

La CSSS-S ha deciso, con 7 voti contro 0 e 3 astensioni, di respingere la mozione «Settore ambulatoriale dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Imporre la garanzia della qualità e la trasparenza» (14.4291 n, Humbel). La richiesta, spiega la Commissione, è già stata considerata nel progetto «LAMal.

Rafforzamento della qualità e deIl’economicità» (15.083s), approvato lo scorso mese di giugno.

Con 7 voti contro 0 e 5 astensioni, la Commissione respinge la mozione 16.3169 (Heim). Il Consiglio federale sta attualmente valutando se la rimunerazione dei mezzi e degli apparecchi acquistati all’estero debba, a determinate condizioni, essere resa possibile. La Commissione preferisce attendere che siano disponibili i risultati di questi esami.

Presieduta da Joachim Eder (PLR, ZG), la Commissione si è riunita a Berna il 12 e il 13 agosto 2019. A parte della seduta era presente il consigliere federale Alain Berset.

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