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L’avvocato Leonardo Bussi dice addio all’UDC, per cui era stato anche candidato alla presidenza della sezione luganese (battuto da Alain Buehler), e passa alla Lega. A spingerlo una serie di fattori, su tutti l’amicizia con il leghista Andrea Censi, poi una visione diversa del modo di fare politica rispetto ai vertici del partito democentrista (che, lo ricordiamo, si era già trovato in disaccordo, per usare un eufemismo, con la valida sezione di Bellinzona, il cui UP era stato di fatto smantellato).

“Ci ho riflettuto molto, anche dopo aver conosciuto Censi, ed ho pensato di passare alla Lega, che ha idee simili all’UDC, è un partito molto buono. Il mio obiettivo è sempre stato di fare il bene del Cantone, basti pensare a quanti problemi ci sono) e con i leghisti c’è stata affinità”. È grato all’UDC, i due anni passati con loro gli sono serviti, ma ha sentito che fosse il momento di fare un ulteriore passo “nel mio mettermi a disposizione della collettività”.

Rimprovera qualcosa all’UDC? “Ci sono sicuramente cose migliorabili, l’UDC è diventato un partito troppo piramidale. Ma al suo interno ci sono buone persone che ci credono veramente, per rispetto non voglio togliermi sassolini dalle scarpe. Il percorso assieme si è esaurito, per rispetto non dico altro”, aggiunge Bussi, che poi un po’ si sbilancia, usando una metafora calcistica: “Se lei ha una buona squadra di calciatori, ma alcuni di loro sono sempre in panchina, è nella logica che o si vendono i giocatori o loro trovano un’altra squadra”. Chi è l’allenatore che non schiera nessun nuovo giocatore? È abbastanza evidente che si parli di Piero Marchesi? “Lo ritengo una valida persona ma scollegata dalla base”, osserva infine. E qui torna il discorso sulla piramide. Una visione che da fuori appare evidente, Bussi conferma che “anche da dentro. Non dico che sia sbagliato, ci sono diversi modi di fare politica e loro hanno scelto quello, mi permetto di dissentire. Se si mettono in campo sempre le stesse leve, il partito diventa autoreferenziale, e a me sta stretto. Per altri sicuramente non ci sono problemi, a me, ripeto, va stretto”.

Al momento di decidere ha rivolto una domanda a Piero Marchesi. Voleva sapere come potesse essere utile all’UDC, quale sarebbe stato il suo ruolo nel proseguo. “Mi è stato detto di continuare a fare quel che stessi facendo. Ma io volevo più coinvolgimento e apertura, in una struttura chiusa è difficile farsi apprezzare e conoscere. Tengo a ribadire che non critico l’UDC o Marchesi, tra noi c’è una differenza di approccio. Sono grato loro per questi due anni e mezzo, vado alla Lega che è alleata, non ai nemici! Sono arrivato alla fine del percorso che potevo fare con loro, tutto qui”.

“Avrò una bambina fra pochi mesi, voglio che cresca bene, che possa trovare un lavoro e avere una vita serena. L’azione politica tocca anche me”, svela: la motivazione migliore per metterci l’anima!