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La Lega dei Ticinesi prende atto con sconcerto, ma senza nessuna sorpresa, dell’ennesimo ricatto dell’UE ai danni della Svizzera.

L’UE vorrebbe in sostanza di limitare l’equivalenza della borsa elvetica ad un anno, poiché pretende, entro quella data, la firma dello scandaloso accordo quadro istituzionale. Niente firma, fine dell’equivalenza.

Ecco a cosa è servita la promessa del Consiglio federale di regalare all’Unione europea – a titolo puramente volontario! – 1.3 miliardi di Fr di proprietà del contribuente elvetico. Ecco a cosa sono servite le colazioni segrete tra la presidente della Confederazione Doris Leuthard e quello della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Ecco cosa hanno portato i saluti con i bacetti: come da copione, si trattava del più classico bacio di Giuda. Ed i “governanti” elvetici, per l’ennesima volta, si sono fatti raggirare come dei novellini.

E’ evidente che il Consiglio federale deve:
– ritirare immediatamente l’impegno a regalare all’UE 1.3 miliardi di Fr a Bruxelles;
– chiarire all’UE che non verrà sottoscritto nessun accordo quadro istituzionale; né entro il 2018 né mai.

Con questo ennesimo atto di arroganza, l’UE conferma di considerare la Svizzera come una sua colonia. Ma è evidente che, se si è giunti a tanto, è a causa dell’inettitudine della maggioranza politica PLR-PPD-PSS, cameriera di Bruxelles, che le ha sempre permesso di farlo.
La Lega dei Ticinesi farà tutto quanto in proprio potere affinché il regalo da 1.3 miliardi di Fr non venga versato, ed affinché venga disdetto l’accordo bilaterale sulla libera circolazione delle persone: solo lo “Swissexit” – e lo scandaloso ricatto sull’equivalenza delleborse ne è l’ennesima dimostrazione – permetterà al nostro paese di avere un futuro.

Lega dei Ticinesi