Il PS saluta positivamente il rapporto della Commissione gestione e finanze sull’iniziativa popolare “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato”, che assoggetta i futuri membri del Consiglio di Stato all’IPCT, ponendo fine a un sistema di ingiusti privilegi.

Il Partito Socialista Ticino prende atto con piacere che quanto chiesto dalle cittadine e dai cittadini che hanno sottoscritto l’iniziativa “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato” è stato oggi concretizzato nel rapporto licenziato all’unanimità dalla Commissione gestione e finanze, rapporto che sancisce una radicale e profonda riforma della previdenza professionale per i membri del Consiglio di Stato.

Se la modifica legislativa verrà approvata dal Parlamento, le/i Consiglieri di Stato eletti successivamente all’entrata in vigore della nuova normativa non avranno più condizioni previdenziali particolari, come oggi avviene, venendo di fatto assoggettati all’istituto previdenza del Canton Ticino, con doveri e diritti pari a qualsiasi dipendente dello Stato, così come chiesto dall’Iniziativa.

Nello stesso modo, in relazione agli anni di attività governativa da loro svolta e all’età del loro abbandono della carica, riceveranno un’indennità di uscita (così come avviene anche per i dipendenti dello Stato) o potranno beneficiare, alle stesse condizione dei dipendenti dello Stato, della pensione di anzianità al momento del compimento dei 65 anni di età. A partire dai 58 anni di età potranno ricevere un reddito ponte, anch’esso proporzionale al numero di anni della loro attività governativa, che li traghetterà verso la pensione.

Le condizioni particolari oggi in vigore, che si sono sovrapposte negli anni creando un sistema di ingiusti privilegi per i Consiglieri di Stato in carica, verranno quindi completamente cancellate a favore di un sistema chiaro, trasparente e, per gli aspetti fondanti, del tutto analogo e assimilabile a quello di cui beneficiano i dipendenti dello Stato, pur riconoscendo, nella riforma proposta e rispetto ai dipendenti dello Stato, l’accresciuta responsabilità, la transitorietà e la dignità istituzionale del ruolo della/del Consigliere di Stato. L’iniziativa mette fine al sistema dei vitalizi e permetterà ai contribuenti un cospicuo risparmio.

Nel 2015 il Parlamento aveva approvato il principio secondo cui i Consiglieri di Stato dovevano essere assoggettati alla cassa pensione. Tuttavia l’inattività di PLR-PPD-Lega e UDC non aveva permesso di fare passi avanti. Grazie alla pressione delle cittadine e i cittadini firmatari dell’iniziativa popolare “Basta privilegi per i Consiglieri di Stato“, lanciata dal Partito Socialista nel gennaio del 2019, siamo quindi riusciti a dare un importante contributo ad un cambiamento radicale del sistema previdenziale in Ticino per i futuri Consiglieri di Stato.

Nota negativa del compromesso, per il Partito Socialista, resta l’ammontare eccessivamente elevato della buonauscita per i Consiglieri di Stato, superiore al massimo che può ottenere un capodivisione. Su questo punto il Gruppo parlamentare socialista valuterà se presentare un emendamento per ridurre tale buonauscita al momento del dibattito parlamentare.

Al comitato cantonale che si terrà domani sera, il Partito Socialista discuterà il ritiro formale dell’iniziativa se passasse il rapporto commissionale in Gran Consiglio.

Laura Riget e Fabrizio Sirica, copresidenza PS

Ivo Durisch, capogruppo, e Anna Biscossa, co-relatrice