Il 24 e il 25 agosto al Palazzo dei Congressi di Lugano influenti protagonisti del Medio Oriente Mediterraneo discuteranno con un centinaio di giovani provenienti da 25 Paesi, alla presenza del Consigliere federale Ignazio Cassis, le principali questioni della regione e le idee elaborate durante il precedente Seminario di otto giorni all’USI. Il MEM Summer Summit Forum punta quest’anno a un maggiore coinvolgimento del pubblico. La partecipazione è gratuita, previa a iscrizione all’indirizzo www.mem-summersummit.ch. Il programma si compone di otto sessioni tematiche nell’arco dei due giorni, con un servizio di traduzione simultanea in italiano, francese e inglese. A margine dell’evento il pubblico potrà visitare la mostra Città in frammenti. Un viaggio virtuale dalla Siria all’Iraq, dedicata a quattro città ridotte a macerie dai conflitti: Damasco, Aleppo, Palmira e Mosul. L’esposizione sarà suddivisa in tre momenti: fotografico; documentario, con un cortometraggio del giornalista RSI Roberto Antonini e di Philippe Blanc; ed esperienziale, con una camera immersiva di realtà virtuale. Per ottenere l’accredito stampa i giornalisti possono fare riferimento al sito: www.mem-summersummit.ch/media.

Il Forum avrà inizio sabato 24 agosto alle 9.00, con i saluti istituzionali del Rettore dell’USI Boas Erez, del Sindaco della Città di Lugano Marco Borradori, del Consigliere di Stato e Direttore del DECS Manuele Bertoli e della Presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio Guscetti. Seguiranno, nell’arco dei due giorni, le otto sessioni tematiche che si terranno nella sala A dal Palazzo dei Congressi. A ogni sessione parteciperà un giovane change-maker, che avrà l’opportunità di portare all’attenzione dei relatori e della platea gli spunti emersi nel corso del Seminario. Ruoli e biografie dei relatori sono disponibili all’indirizzo www.mem-summersummit.ch.

LE SESSIONI IN PROGRAMMA SABATO 24 AGOSTO (9.00-17.15)

Il ruolo del Patrimonio culturale e del turismo nella costruzione del futuro del Medio Oriente Mediterraneo
Il Patrimonio culturale – nella sua dimensione materiale, immateriale e naturale – riveste un ruolo determinante per lo sviluppo sociale ed economico. La regione del Medio Oriente Mediterraneo possiede uno straordinario patrimonio (con oltre 50 siti iscritti nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco), prezioso strumento di dialogo fra culture, tradizioni e identità diverse. La sfida consiste nel trasformarlo in un patrimonio condiviso e fruibile in modo responsabile e sostenibile da tutti e preservarlo dai conflitti, dai cambiamenti climatici e dal turismo di massa. Il turismo conosce vicende alterne in una regione che, proprio per la ricchezza ed eterogeneità della sua cultura, è meta di consistenti flussi turistici. L’instabilità politica e i problemi di sicurezza hanno causato il crollo del turismo in alcuni Paesi della regione, con gravi conseguenze non solo per l’economia, ma anche per le condizioni dei siti culturali stessi.
I relatori Lazare Eloundou Assomo, Stefano Dominioni, Suzy Mohammad Ali Hatoug ed Eduardo Santander parleranno dei programmi e delle azioni dell’Unesco, delle iniziative per promuovere l’idea di un patrimonio condiviso promosse dall’Unione europea come le “cultural routes”, di turismo sostenibile e responsabile. Modererà il professore dell’USI Lorenzo Cantoni.

Prospettive e limiti della democratizzazione nel Medio Oriente Mediterraneo
Sono state individuate diverse ragioni storiche e strutturali per la mancanza di democrazia nel mondo arabo: le influenze esterne, il petrolio, le ideologie dominanti (il nazionalismo arabo, seguito dall’Islam politico) e il predominio dell’esercito. Dal 2011, movimenti popolari di massa hanno tentato in molti Paesi di liberarsi dell’autocrazia, come accaduto recentemente in Algeria e in Sudan. I relatori illustreranno il peso che i quattro fattori sopramenzionati hanno avuto nel passato e continuano ad avere nei diversi Paesi che hanno ambito o ambiscono alla democrazia. Si valuteranno anche le implicazioni e le prospettive dell’emergenza di un nuovo ordine democratico e le specificità, varianti e costanti delle fasi di transizione nei diversi Paesi, nonché gli esiti delle rivolte del 2011 e di quelle più recenti, che hanno portato a configurazioni assai differenti in Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto. Gli esperti Ishac Diwan, Tarik Mohamed Yousef Magariaf, Karin Kneissl, El Mouhoub Mouhoud, Safwan Masri e Rolla Scolari illustreranno questi temi con grande attenzione alle dinamiche locali e globali dell’intera regione, con la moderazione del giornalista Lorenzo Cremonesi.

Politici e giovani change-maker in dialogo per il cambiamento
In questa sessione  i portavoce dei cento giovani change-maker dialogheranno con esponenti governativi sui temi globali e regionali che sono al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e che interessano il presente e il futuro dei giovani. Si confronteranno, in modo polivocale e intergenerazionale, sulle visioni della regione del Medio Oriente Mediterraneo e formuleranno le loro proposte al Consigliere federale Ignazio Cassis e al Ministro degli Affari esteri di Malta, Carmelo Abela – con la moderazione di Roberto Antonini.

Cinema oltre i confini
Il regista Amos Gitai, in conversazione con il critico cinematografico Marco Zucchi, parlerà del concetto di frontiera e delle questioni tematiche e formali che ha affrontato nel corso della sua carriera da regista. Il tema della frontiera si presta a problematizzare le questioni inerenti la mobilità. Le frontiere, a volte invisibili, si fanno in alcune aree del Medio Oriente Mediterraneo così materialmente imponenti da non poter essere valicate. Il cinema appresenta uno spazio o un superamento simbolico di tutte le frontiere? A questa e altre domande risponderà il regista israeliano che ha fatto delle città, dei confini, dei territori e dei limiti valicabili invalicabili tematiche chiave del suo cinema.

La Penisola araba e il Golfo: prossime sfide
Le configurazioni geopolitiche contemporanee della Penisola arabica nelle dinamiche regionali e globali saranno discusse dal Principe Turki bin Faisal Al Saud, in conversazione con Gilles Kepel. Saranno illustrati la posizione strategica dell’Arabia Saudita, la sua centralità nel mondo arabo e islamico e i progetti per diversificare l’economia nonché i principali obiettivi e ambizioni della Saudi Vision 2030. L’Arabia Saudita ha approvato questo piano di sviluppo socio-economico per fronteggiare le sfide poste dagli importanti cambiamenti in corso nella regione e dalla necessità di trasformare l’economia, basata da anni solo sulla rendita petrolifera.


LE SESSIONI IN PROGRAMMA DOMENICA 25 AGOSTO (9.00-13.15)

I determinanti sociali della salute
Le condizioni e le disuguaglianze socio-economiche, ambientali e culturali incidono in modo rilevante sulla salute e sul benessere delle popolazioni. I cosiddetti “determinanti sociali della salute” descrivono le condizioni in cui i singoli individui nascono, crescono, vivono e lavorano. Diversi studi hanno dimostrato che i determinanti sociali sono strettamente correlati alle condizioni di salute, che sono peggiori in contesti socio-economici disagiati. L’ineguaglianza è considerata uno dei maggiori ostacoli allo sviluppo e la riduzione delle ineguaglianze fra i Paesi è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile concordati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (visione 2030). Alcuni Paesi della regione del Medio Oriente Mediterraneo presentano realtà critiche dove è difficile garantire accesso alla salute per tutti. I problemi di salute mentale sono, ad esempio, molto importanti nei campi rifugiati in Libano e in Giordania. Gli esperti Pio Wennubst, Benedetto Saraceno, Maha El-Adawy, Souad Abderrahim, Rabih El Chammay ed Emiliano Albanese si confronteranno su questo complesso tema.

La cooperazione regionale nel Medio Oriente Mediterraneo
La cooperazione regionale è spesso obiettivo e strumento di progetti che coinvolgono attori provenienti da diversi Paesi e settori della regione. Molti gli esempi di successo, fra cui il CERN Sesame inaugurato in Giordania nel 2017, a cui hanno collaborato congiuntamente l’Autorità Nazionale Palestinese e Israele, con Cipro, Egitto, Iran, Giordania, Pakistan e Turchia. Saranno illustrate varie forme di diplomazia – scientifica, culturale e artistica – per promuovere il dialogo interculturale. Saranno presentate le esperienze del Sommet des deux rives, del progetto AtWork della Moleskine Foundation e delle attività promosse dall’Unione per il Mediterraneo che riunisce 43 Paesi. I relatori Herwig Franz Schopper, Nasser Kamel, Elena Korzhenevich, Enrico Granara, Cristian Chiavetta e Derek Lutterbeck saranno moderati dalla giornalista Rolla Scolari.

Prospettive e visioni dei giovani change-maker della regione Medio Oriente Mediterraneo
Questa sessione è stata ideata per dare voce alle visioni e ai risultati del dialogo e lavoro partecipativo e plurivocale condotto dai giovani change-maker durante il Seminario.  

Il MEM Summer Summit gode dell’importante sostegno del Dipartimento federale degli Affari esteri (Divisione Medio Oriente e Africa del Nord e Direzione dello sviluppo e della cooperazione) e del patrocinio del Ministero dell’Europa e degli Affari esteri francese, della Repubblica e Cantone Ticino e della Città di Lugano.