Ardua in Svizzera, di più in Ticino.

Dodici mesi fa le statistiche ci raccontavano di un’economia in buona salute e in ripresa, oggi ci raccontano quasi il contrario. Come ravvisato da inizio anno, tra le cause di questo rallentamento ci sono le difficoltà economiche in atto a livello internazionale, il ritmo di crescita del PIL è ora contenuto sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea. Oltre a ciò, secondo l’inchiesta relativa alla fiducia dei consumatori svolta dalla Seco i consumatori svizzeri sono sempre più preoccupati dall’attuale situazione economica e sempre meno propensi a fare acquisti importanti. A livello nazionale, oltre al rallentamento della crescita del PIL e alle preoccupazioni dei consumatori, non si ravvisano però particolari peggioramenti sul mercato del lavoro.
Secondo i dati del BAK in Ticino, come in Svizzera, nel 2019 c’è stata una diminuzione del tasso di crescita del PIL. Meno negativi i dati raccolti dal KOF, i risultati di questa inchiesta esprimono ancora un quadro in cui gli operatori positivi sono in maggioranza relativa. Meno pacati gli indicatori relativi al mercato del lavoro: per il terzo trimestre consecutivo gli impieghi crescono, ma solo quelli a tempo parziale e, contemporaneamente, sta diminuendo il numero di persone occupate. Difficoltà sul mercato del lavoro cantonale confermate dall’aumento dei disoccupati ai sensi dell’ILO (e, parzialmente, dalla statistica dei disoccupati iscritti, a novembre si è infatti interrotto il calo su base annua del relativo tasso di disoccupazione). Secondo i dati del KOF le previsioni degli imprenditori rispetto all’evoluzione degli affari svelano un relativo un ottimismo. Tornando all’inchiesta sulla fiducia dei consumatori, e quindi al livello nazionale, si confermano invece delle attese più negative.