L’economia prima del Covid-19.

La situazione presentata in questo monitoraggio, relativa principalmente a dati del quarto trimestre 2019, mostra lo stato dell’economia prima della crisi pandemica. Solamente a giugno, con l’osservazione dei risultati del primo trimestre 2020, potremo misurare effettivamente le prime conseguenze economiche del Covid-19.

A livello nazionale, come d’altronde su quello globale, l’economia era già in una fase di decelerazione. In Svizzera la crescita del PIL si era fermata a +0,9% nel 2019, rispetto al +2,8% stimato per il 2018. In Ticino il rallentamento in termini di PIL potrebbe essere stato un po’ meno marcato e, secondo i dati raccolti a gennaio dal KOF, le varie inchieste esprimevano un quadro ancora relativamente bilanciato: in particolare nel commercio al dettaglio, mentre il settore delle banche, abitualmente un settore positivo, registrava un calo della quota di imprenditori fiduciosi. Decisamente più fragili invece gli indicatori relativi al mercato del lavoro: in Ticino nel quarto trimestre erano nuovamente cresciuti gli impieghi, ma questo incremento toccava solo quelli a tempo parziale. Pure in crescita il numero di occupati, ma essenzialmente nella componente frontaliera. Fragilità confermate anche dal leggero aumento dei disoccupati ai sensi dell’ILO e SECO.

Le previsioni degli imprenditori rispetto all’evoluzione degli affari raccolte dal KOF a gennaio svelavano ancora un relativo ottimismo, ma queste voci esprimevano l’evoluzione che ci sarebbe stata se il coronavirus fosse rimasto circoscritto a livello regionale in Cina. Le ultime previsioni dell’OCSE, diffuse a inizio marzo, proponevano già di correggere al ribasso quanto previsto sinora.