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Lo scorso anno la Polizia cantonale e le polizie comunali sono intervenute per la constatazione di 3’714 incidenti (-1% rispetto al 2018), di cui 706 con conseguenze per le persone (-6.3%), per un totale di 670 feriti leggeri (-52), 212 feriti gravi (+6) e 6 morti (-9) in altrettanti incidenti. Il numero di pedoni coinvolti è sceso a 92 rispetto a una media che negli ultimi anni era di un centinaio d’incidenti e altrettanti ferimenti, di cui un terzo grave. Solo in un caso su 5 il pedone è il principale responsabile. Fra gli altri utenti della strada più “deboli”, le e-bike sono salite a 30 incidenti rispetto ai 20 del 2018, mentre il coinvolgimento di velocipedi (in 73 incidenti) e motoveicoli (in 404 incidenti) è stabile o in leggera diminuzione.

La popolazione svizzera è mobile, ma la mobilità della popolazione ha anche un rovescio della medaglia: gli incidenti. In quest’ambito la Svizzera conferma ancora una volta il suo importante ruolo a livello europeo a favore della sicurezza stradale. Con un coefficiente di mortalità di 26 per un milione di abitanti vanta, unitamente alla Norvegia, il dato migliore in assoluto. Ciononostante ogni anno sulle strade svizzere 80’000 persone rimangono ferite e lo scorso anno 233 hanno perso la vita. Inoltre, gli incidenti della circolazione generano costi materiali per quasi 4 miliardi di franchi senza contare che le statistiche ufficiali non tengono in considerazione la gravità delle lesioni e i sensibili costi generati all’economia dovuti ai veicoli fermi in colonna. Per quanto riguarda il Ticino, nell’ultimo decennio, il numero dei danni gravi alla persona è sceso in modo più significativo (-49%) rispetto alla Svizzera romanda (-22%) e alla Svizzera Tedesca (-16%). In linea generale, nonostante un potenziamento del trasporto pubblico, le condizioni del traffico in Ticino sono peggiorate.

Progetti come “Strada Libera”, che mira a ridurre i tempi d’intervento degli enti di primo soccorso in caso di incidenti o panne in autostrada negli orari critici della giornata non sono una soluzione duratura a una problematica complessa legata in particolare all’infrastruttura ma hanno indubbiamente contribuito a una migliore risoluzione dei problemi viari e a un incremento della sicurezza stradale. Anche lo sviluppo della mobilità lenta è all’origine di nuove sfide pianificatorie, legislative, di sicurezza e di convivenza con gli altri utenti della strada.

I controlli preventivi restano una delle principali attività del V° Reparto Gendarmeria stradale, affiancati da numerosi impieghi sul fronte della coordinazione (segnaletica, manifestazioni), dell’autorizzazione alla circolazione e della formazione all’utenza. Le maggiori cause d’incidenti sono facilmente identificabili e sono legate al fattore umano: distrazione, inosservanza del diritto di precedenza, velocità e stato fisico alterato. Per quanto riguarda le verifiche della velocità da parte della Polizia cantonale, il 13 dicembre 2018 sono state dismesse le 9 postazioni radar fisse presenti sul territorio cantonale. Al contempo sono entrati in funzione 2 nuovi radar semi-stazionari posizionati a rotazione nei vari distretti. Una postazione di controllo è invece stata dedicata alla messa in sicurezza dei cantieri autostradali lungo l’A2. I controlli con apparecchi radar mobili e laser sono stati 305 (419 nel 2018), di cui 163 in abitato, 45 fuori abitato e 97 in autostrada. Su 290’449 veicoli controllati il 4,1% era in infrazione (con 403 revoche di licenza). Gli apparecchi fissi e semi-stazionari hanno controllato 14,8 milioni di veicoli di cui l’1.1% in infrazione (con 2’467 revoche). I casi pirata, alcuni emersi da video postati sui social media, sono invece stati 25 (26 nel 2018), di cui 14 dove vige il limite di 50 chilometri orari.

Le verifiche sui veicoli pesanti su mandato dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) hanno raggiunto le 12’820 ore. Nello specifico settore del rispetto dell’Ordinanza lavoro e riposo sono stati esaminati 1’394 conducenti (di cui 1’136 autocarri, 161 minibus e 140 torpedoni). In relazione alle verifiche sull’abuso di alcol al volante, nel 2019 ne sono state effettuate 7’549 (1’540 a seguito di un incidente). In quest’ambito le persone risultate positive al test sono state 762 (858 nel 2018).

Nel corso del 2019 sono stati 32 gli interventi del Gruppo incidenti per sinistri gravi. Da sottolineare che il carico di lavoro è importante e conseguentemente le ore dedicate a questa specifica attività sono numerose. Per questo tipo di constatazioni è necessario, a seconda della complessità del caso, un lasso di tempo che va dalle 4 alle 5 ore di lavoro sul terreno.

L’attività di prevenzione, oltre ai controlli della circolazione, viene effettuata anche con numerose campagne di sensibilizzazione e con la formazione impartita agli utenti del traffico. Tra le diverse campagne vi sono quelle rivolte ai motociclisti (Smart Rider), a un corretto impiego dell’equipaggiamento (pneumatici invernali, visibilità) e al comportamento individuale (velocità, alcool al volante, uso del cellulare). La formazione ha invece coinvolto oltre 5’800 allievi di 380 classi, come pure vari gruppi professionali (operatori della sicurezza, TCS, SSIC) e altri utenti (ATTE).

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