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Riunito oggi a Muotathal (SZ), il gruppo parlamentare UDC s’è chiaramente pronunciato contro l’introduzione di una «rendita di licenziamento». Il Consiglio federale pretende, con questo progetto, di proteggere gli impieghi minacciati dall’immigrazione di massa proveniente dall’UE. Ma i lavoratori svizzeri vogliono lavoro, non una rendita. Ed è esattamente ciò cui mira l’iniziativa per un’immigrazione moderata (iniziativa per la limitazione) che sarà sottoposta al sovrano il 17 maggio prossimo. È scandaloso che il Consiglio federale voglia mettere creare questa nuova assicurazione sociale inefficace e che costa centinaia di milioni, solo per tentare di affondare questa iniziativa.

Il gruppo UDC alle Camere federali s’è riunito oggi (21.02.2020) a Muotathal (SZ) per preparare la sessione parlamentare di primavera. Esso ha deciso all’unanimità di rifiutare l’entrata in materia sulla rendita di licenziamento proposta dal Consiglio federale per i disoccupati svizzeri anziani. Il governo vuole far passare questo progetto con procedura accelerata durante la sessione primaverile, nonostante si tratti di creare una nuova assicurazione sociale greve di conseguenze e che costa centinaia di milioni di franchi, se non miliardi di franchi.

Questa procedura è ipocrita e irresponsabile, peggio, è addirittura un autentico scandalo politico. Se il Consiglio federale vuole estendere lo Stato sociale svizzero, è unicamente per incitare le Svizzere e gli Svizzeri a votare, il prossimo 17 maggio, NO all’iniziativa per la limitazione. Mediante questa rendita di licenziamento finanziata dai contribuenti, il Consiglio federale pretende di attenuare le gravi conseguenze negative che la libera circolazione delle persone ha sui lavoratori svizzeri anziani. Quest’ultimi sono infatti vieppiù estromessi dal mercato del lavora da una manodopera a buon mercato importata dall’UE. Ma l’UDC è sicura che gli Svizzeri vogliono lavoro e non una rendita. Questa cosiddetta prestazione transitoria incoraggerebbe i datori di lavoro svizzeri a licenziare ancora più e ancora più alla leggera dei lavoratori anziani.

Il gruppo parlamentare UDC approva inoltre l’iniziativa parlamentare Rickli, che chiede la soppressione del sostegno finanziario transitorio che la Confederazione versa a dei parlamentari che hanno lasciato le Camere federali. Concretamente, l’UDC vuole che i parlamentari che hanno lasciato il Legislativo di loro propria volontà, siano privati di questa prestazione che è versata in aggiunta a eventuali prestazioni dell’assicurazione-disoccupazione.

Il gruppo UDC si oppone inoltre al controprogetto all’iniziativa popolare «Sì al divieto di dissimulare il proprio viso». Il motive del suo rifiuto è doppio: da una parte, questo controprogetto è inefficace, dall’altra, prevede il finanziamento di progetti incentivanti la parità dei diritti fra uomo e donna all’estero.

Esaminando la modifica della legge federale che dà alla polizia più mezzi per la lotta alle persone rappresentanti una minaccia terroristica, il gruppo UDC s’è pronunciato a favore della versione più severa. Secondo quest’ultima, delle misure di polizia preventive, come gli arresti domiciliari, potranno essere prolungate in presenza di una minaccia terroristica. Infine, il gruppo UDC sostiene un’iniziativa del canton San Gallo, che chiede che il termine di prescrizione per le pene privative della libertà a vita, attualmente fissato a 30 anni, sia abrogato e che queste pene diventino imprescrittibili.

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