Sono completamente avverso a questo diktat che ci disarma impostoci dall’Unione Europea. È ingiusto, liberticida, inutile, pericoloso e antisvizzero. Tutto parte dal fatto accaduto a Parigi nel quale alcuni islamisti hanno provocato bagni di sangue con armi automatiche (kalashnikov comprati illegalmente e contrabbandati per mezza Europa). A questo punto l’UE inasprisce la legislazione delle armi. Con una nuova Direttiva essenzialmente obbliga gli Stati firmatari di Schengen a proibire ai propri cittadini il possesso legale di armi da fuoco. PS e Verdi (e non solo), ne approfittano di questo abuso di Bruxelles (che viene incontro ai loro desideri di disarmo) e sostengono di votare “si” alla modifica di legge semplicemente per il timore di essere buttati fuori da Schengen. Timore assolutamente infondato! Questa direttiva UE è totalmente nell’ottica antisvizzera; l’arma del soldato di milizia non sarebbe più l’arma del cittadino, il Tiro in campagna finirebbe per essere a malapena tollerato e per la festa del «Knabenschiessen» premieremmo ragazze e ragazzi per saper usare un fucile che in base alla nuova legge non avremmo più il diritto di possedere. Se accettiamo queste imposizioni, ci rendiamo ridicoli, non solo di fronte a tutto il mondo, ma soprattutto davanti a noi stessi. Con questa legge i fucili d’assalto (Fass) 57 e 90 diventerebbero armi illegali e potrebbero venir acquistati solo con autorizzazioni eccezionali. Ciò compromette in modo eccessivo le attività di tiro sportivo e dei giovani tiratori. La direttiva presentata e la nuova legge svizzera sulle armi che ne deriva non portano però maggior sicurezza né arginano il terrorismo. I criminali non vanno e non andranno di sicuro a comprare delle armi in armerie e annunciandole all’ ufficio del servizio armi, se le procurano per vie traverse, per cui questa modifica di legge è inutile, farebbe solamente proliferare il cosiddetto mercato nero. Nessun attentato è stato commesso con un’arma acquistata legalmente! Nel caso di un SÌ: Disarmo nel giro di 10 anni. In meno di dieci anni tutti i cittadini dovranno consegnare allo Stato i loro fucili di assalto e le loro pistole. Per la detenzione di qualsiasi tipo di arma dovranno essere effettuati dei test medico-psicologici (ovviamente a spese del compratore!), seguiranno poi ulteriori inasprimenti: divieto dei fucili a pompa, restrizioni per il calibro e i mirini telescopici dei fucili da caccia, numero di armi permesse ridotte e quantità di munizioni ridotta.

Da ultimo l’applicazione della Direttiva UE sulle armi provocherebbe una valanga burocratica. Non solo i diversi corpi di polizia dovrebbero accollarsi innumerevoli ore di lavoro di ufficio, ma ci sarebbero anche costi enormi per tutta l’infrastruttura informatica necessaria. E dato che Bruxelles fa la voce grossa quando impartisce comandi, ma è affetta da grave sordità quando si tratta di pagare, la fattura andrebbe a scapito del lavoro di polizia vero e proprio.

Questo referendum mi sta a cuore, invito tutta la popolazione svizzera a votare NO a questa dittatura europeista il prossimo 19 maggio.

MARCO GRASSI Lega dei Ticinesi

Fonti: www.eu-diktat-nein.ch

AB