Il 6 dicembre 2019 il Consiglio federale ha preso atto della nuova strategia del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di lotta alla criminalità per il periodo dal 2020 al 2023. Il terrorismo, la criminalità organizzata e altre forme di criminalità transnazionale sono al centro delle preoccupazioni. L’approccio scelto è globale e spazia dalla prevenzione, alla cooperazione fino alla repressione.

La criminalità è lo specchio della nostra società: è interconnessa, mobile, globale. I criminali non conoscono frontiere, utilizzano mezzi tecnologici e si avvalgono di reti di contatto, ponendo così la polizia dinanzi a numerose sfide. Per far fronte a tale situazione, la risposta deve essere globale, multidimensionale e poggiare sulla cooperazione e lo scambio di informazioni. Basata sui tre pilastri della lotta alla criminalità, ovvero la prevenzione, la cooperazione e la repressione, la strategia ruota intorno a tre principi fondamentali.

  • Il primo principio verte sul coordinamento della polizia fondato sull’analisi (criminal intelligence led policing) che pone l’accento sullo smistamento, la verifica e l’analisi mirati delle informazioni. L’obiettivo è fornire le informazioni giuste alle persone giuste nel momento giusto.
     
  • Il secondo principio mira invece a integrare maggiormente i partner esterni alla polizia e privati (aziende, ONG, università ecc.) al fine di creare sinergie e rafforzare l’effetto delle misure (public private partnership). Un esempio in tal senso è la collaborazione con il settore bancario nella lotta al riciclaggio di denaro. L’interesse che le banche nutrono per la prevenzione è direttamente legato ai rischi per la loro reputazione.
     
  • Infine, il terzo principio concerne il tracciamento dei flussi di denaro di origine criminale al fine di risalire ai malfattori e sgominare le loro reti (follow the money). Quest’ultimo principio è fondamentale per la Svizzera che ha una delle piazze finanziarie più importanti a livello globale.

Le categorie di reato prioritarie sono state definite in base alla situazione di minaccia nel Paese. Il terrorismo costituisce tuttora una minaccia elevata per la Svizzera. Al terrorismo di matrice jihadista, si aggiunge la possibilità di attacchi terroristici compiuti da gruppi estremisti violenti, come quelli perpetrati di recente in Europa o nel resto del mondo, ad esempio a Christchurch. La criminalità organizzata è la seconda categoria prioritaria considerata. Una minaccia considerevole è, per esempio, costituita dalle mafie italiane ben radicate in Svizzera. Infine, l’accento viene posto sulle altre forme di criminalità transnazionale il cui perseguimento penale è di competenza cantonale e, nel cui contesto, l’Ufficio federale di polizia (fedpol) garantisce in particolare i lavori di coordinamento e il sostegno ai Cantoni. L’obiettivo è di rafforzare la lotta alla criminalità internazionale e organizzata, quale il traffico di stupefacenti, la tratta di esseri umani oppure i reati contro il patrimonio commessi con mezzi digitali.

Con la strategia di lotta alla criminalità 2020–2023, il DFGP definisce le priorità in materia di polizia per la pertinente legislatura nel proprio ambito di competenza, segnatamente per fedpol in qualità di autorità di polizia della Confederazione. La strategia è armonizzata con quella del Ministero pubblico della Confederazione, per conto del quale la polizia federale indaga nei settori di competenza federale. La strategia è inoltre consolidata anche con la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera e con i partner federali.

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