Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha presentato oggi, nel corso di una conferenza stampa, i principali contenuti del Messaggio – approvato dal Consiglio di Stato il 7 gennaio 2020 – Progetto “Obiettivo 95%”, modifica della Legge della scuola (introduzione dell’obbligo formativo fino alla maggiore età)”. Il progetto “Obiettivo 95%” è complementare al progetto “Più duale”, presentato lo scorso 11 novembre 2019. Insieme, costituiscono i due campi prioritari del piano d’azione per lo sviluppo e il rafforzamento della formazione professionale in Ticino del quadriennio 2019-2023.

Con il progetto “Obiettivo 95%” s’intende assicurare che tutti i giovani residenti, dopo la scuola obbligatoria e almeno fino a 18 anni, siano seguiti e accompagnati in un progetto individuale di formazione che possa permettere loro di conseguire un titolo post-obbligatorio. A medio-lungo termine s’intende incrementare la quota di giovani venticinquenni in possesso di un diploma del secondario II, passando dall’attuale 88% al 95%, obiettivo della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) e della Confederazione.

In Ticino vi sono già diverse strutture e misure che intervengono a prevenzione dell’abbandono scolastico. Ciò malgrado, ogni anno sono circa 350 i giovani che “escono dai radar” del sistema formativo senza aver conseguito un diploma di secondario II.

Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli, direttore del DECS, ha sottolineato come il progetto “Obiettivo 95%” consolidi e rafforzi le misure esistenti, creando le basi legali necessarie per monitorare e seguire i giovani dopo la scuola obbligatoria e, se necessario, intervenire per definire con loro dei progetti individuali e misure di preparazione all’apprendistato. In questo senso, l’introduzione dell’obbligo formativo, che non va confuso con l’obbligo scolastico, è un mezzo legislativo che rafforza l’interrelazione coi ragazzi in uscita dalla scuola dell’obbligo. Il progetto è accompagnato da altre cinque misure pensate per permettere ai giovani coinvolti di trovare la strada verso l’autonomia, con progetti formativi individualizzati.

Paolo Colombo, Direttore della Divisione della formazione professionale (DFP), presentando le misure operative, ha evidenziato come, per questo specifico gruppo di giovani sia necessario sperimentare un approccio diverso, dinamico e individualizzato. Grazie all’introduzione dell’obbligo formativo fino ai 18 anni sarà possibile intercettare tempestivamente i giovani che non iniziano o interrompono la formazione postobbligatoria. Questa attività sarà svolta da un servizio interdipartimentale, gestito dalla DFP, che inizierà la sua attività nei primi mesi del 2020, inizialmente con lo specifico gruppo target dei giovani adulti 18-25 anni a beneficio di assistenza. Attivi in modo permanente durante tutto l’anno, questi operatori lavoreranno tramite misure ordinarie o specifiche di preparazione all’apprendistato.

Per questi giovani usciti dal sistema formativo o in situazione di “rottura” con il sistema scolastico l’apprendistato biennale, così come la possibilità di effettuare periodi di pratica nelle aziende, possono costituire una base solida per ricostruire la fiducia nei propri mezzi; un punto di ripartenza per acquisire competenze e autostima. Da qui la volontà d’incrementare il numero dei posti di apprendistato biennali messi a disposizione dalle aziende, così come le possibilità di stages in azienda con una vigilanza e coordinamento cantonale.

Non ultimo, è previsto il consolidamento in gestione corrente di alcuni progetti già in funzione che sono stati ritenuti efficaci, in particolare quello di Pro Juventute dedicato alla preparazione dei ragazzi con 15 anni o più per l’ottenimento della licenza di IV media e il LIFT, un progetto nazionale già presente in alcune scuole medie del Ticino che, attraverso stages settimanali in azienda, permette ai giovani inseriti nel programma di familiarizzare con il mondo del lavoro e le sue regole, sviluppando competenze sociali e professionali che possono far valere nella ricerca di un posto di apprendistato.

La Città dei mestieri della Svizzera italiana, seppur non pensata prioritariamente per giovani che hanno interrotto il loro percorso formativo, potrà infine certamente favorire e assicurare consulenze mirate e un sostegno anche a questi giovani e alle loro famiglie, poiché strutturata come servizio a bassa soglia, aperto e di facile accesso.