Occorrono misure per impedire i fallimenti a catena abusivi. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale adottando tre mozioni sul tema, malgrado un progetto governativo in materia sia già pendente davanti al Parlamento.

Una mozione, di Olivier Feller (PLR/VD) e approvata con 119 voti contro 67 e 5 astenuti, chiede che in futuro non siano più unicamente azionisti e creditori a poter avviare un’azione diretta di responsabilità civile nei confronti dei dirigenti responsabili di fallimenti a catena. Per Feller, la situazione attuale nuoce gravemente alla concorrenza e può causare un danno considerevole ai lavoratori e ai fornitori che eseguono i loro obblighi senza essere pagati a causa del fallimento.

Con 126 voti contro 61 e 5 astenuti, la Camera del popolo ha anche approvato una mozione di Corrado Pardini (PS/BE) che vuole vietare il commercio di società con un’eccedenza di debiti al fine di impedire i fallimenti a catena abusivi. Un cambio di proprietà sarebbe ammesso unicamente se si può rendere verosimile un intento credibile di risanamento.

La terza mozione – dell’ex consigliere nazionale Jean Christophe Schwaab e ripresa da Mathias Reynard (PS/VS), approvata con 140 voti contro 47 e 5 astenuti – vuole dare al Registro di commercio la competenza di negare l’iscrizione di una persona coinvolta in più di un fallimento nei dodici mesi precedenti. Il rifiuto non deve dipendere soltanto dalla “violazione manifesta e inequivocabile” della legge, come avviene oggi.

Chiedendo al Parlamento di bocciare le tre mozioni, la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha sottolineato che il progetto dell’esecutivo permette già di dare risposte adeguate. Gli autori degli atti parlamentari – che devono ancora passare al vaglio del Consiglio degli Stati – ritengono invece che le questioni da loro sollevate non sono tenute sufficientemente in considerazione nel disegno di legge licenziato in giugno.

Con il nuovo progetto il governo intende stabilire un nesso tra diritto penale e diritto del registro di commercio. Il divieto di esercitare iscritto nel casellario giudiziale sarà comunicato anche agli uffici del registro di commercio, affinché questi possano provvedere a cancellare dal registro le persone interessate.

Per ridurre ulteriormente i rischi di abusi saranno inoltre adottate misure preventive nel diritto delle obbligazioni e nel diritto dell’esecuzione e del fallimento. Un’altra novità riguarda la giurisprudenza del Tribunale federale sul divieto del trasferimento del mantello giuridico. Questa viene codificata nella legge e viene soppressa la possibilità di rinunciare con effetto retroattivo alla revisione obbligatoria.

I creditori di diritto pubblico, come ad esempio le amministrazioni delle contribuzioni, potranno scegliere se proseguire un’esecuzione per via di pignoramento o di fallimento. Ne risulterà un aumento delle dichiarazioni di fallimento delle società con un’eccedenza di debiti e i danni subiti dai creditori di diritto pubblico potranno essere contenuti.