Il Gran Consiglio ha accolto lunedì 9 dicembre le modifiche legislative proposte dal Consiglio di Stato per rendere vincolante, per gli enti beneficiari di contratti di prestazioni, il rispetto delle condizioni previste nei contratti collettivi di lavoro di categoria (CCL).

 Questo importante passo è il risultato di una mozione presentata dai nostri sindacalisti e deputati Gianni Guidicelli e Lorenzo Jelmini nel settembre 2014, approvata dal Parlamento nel novembre del 2016 e che ora sarà finalmente resa operativa.

La richiesta iniziale dei due deputati OCST era di vincolare chi beneficia di un contratto di prestazione con il Cantone all’adesione a un CCL. Questa possibilità si scontra però con il diritto superiore.

Tuttavia, approvando il rapporto di minoranza, la maggioranza del Parlamento aveva invitato il Consiglio di Stato a trovare una soluzione che potesse andare nella direzione di quanto richiesto dalla mozione. Si trattava in sostanza di garantire a chi opera nei settori che beneficiano di un importante sostegno finanziario da parte del Cantone, principalmente enti che operano nella sanità e socialità, di condizioni di lavoro e retributive uniformi per evitare concorrenza sleale e dumping salariale.

La soluzione accolta ieri dal Gran Consiglio non prevede l’obbligo di sottoscrivere i CCL, ma quello del rispetto delle condizioni previste in questi contratti. Per gli enti che non aderiscono ad un CCL il controllo del rispetto delle condizioni sarà demandato alle rispettive Commissioni paritetiche.

Salutiamo quindi con particolare soddisfazione questo importante passo nella direzione di un rafforzamento dello strumento del contratto collettivo di lavoro nell’ambito della tutela delle condizioni retributive e normative di chi opera in questi settori fortemente presenti nel nostro tessuto economico e con ancora prospettive di sviluppo.

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