In questa situazione di generale emergenza OCST in più occasioni e su più tavoli sta chiedendo e si sta battendo per misure di sostegno al lavoro e per comportamenti responsabili e rispettosi anzitutto della salute e della dignità delle persone. Già nel nostro comunicato dell’undici marzo segnalavamo il rischio che avrebbero corso i lavoratori temporanei.

Negli ultimi giorni questo rischio è diventato una pesante realtà: di fronte alle auspicate sospensioni delle attività non necessarie, la loro assenza prolungata dal lavoro, seppur giustificata, potrebbe generare una pesante penalità a livello di paga ed in moltissimi si troveranno misurati con inaccettabili difficoltà economiche.

Oltre al danno anche la beffa perché alle condizioni attuali anche l’opzione dell’orario ridotto è per loro preclusa. Contrariamente a quanto più volte dichiarato dalle diverse associazioni padronali è evidente che questo statuto è oltremodo precario e rende, in questo specifico momento, troppe lavoratrici e troppi lavoratori vittime predestinate di imprenditori senza scrupoli che non esitato a chiedere loro maggiori sacrifici e in alcuni casi ad accettare condizioni estreme al limite e anche oltre la legge.

Per comprendere la gravità della situazione basti pensare che in moltissimi tra di loro, piuttosto che rimanere senza la possibilità di un sostentamento, stanno chiedendo di essere licenziati pur di attivare le procedure di disoccupazione e lo stanno chiedendo anche a costo del loro stesso preavviso in modo da potersi muovere in tempi brevi. Questo è inaccettabile! Chiediamo dunque alla politica di intervenire al più presto per garantire misure che limitino pesanti danni economici e drastiche conseguenze per queste lavoratrici e questi lavoratori!

Lo abbiamo già detto! Questa è l’ora di una solidarietà concreta che non lasci indietro nessuno. La politica si prenda la responsabilità di quelle lavoratrici e quei lavoratori che sono ora nella morsa di una flessibilità presunta che, a causa della pandemia, si è rivelata per quello che è: una precarietà che non mostra vie d’uscita e che chiede il conto più salato a chi lavora. Reclamiamo quindi che i lavoratori temporanei, a ore, su chiamata e indipendenti possano far capo anch’essi alle misure del lavoro ridotto o che venga prevista una forma di indennizzo per queste categorie finora dimenticate. Infine esigiamo che le agenzie interinali si prendano fino in fondo la responsabilità come datori di lavoro e che dimostrino nei fatti di seguire quello che citano in molti dei loro statuti, mission e valori aziendali alla voce “responsabilità sociale”.

Non è l’ora di licenziare le lavoratrici e i lavoratori, non è l’ora di farsi prendere dal panico e scaricare sul loro capitale umano ogni inefficienza, è al contrario il momento di fare squadra, di chiedere insieme e attraverso le diverse associazioni ed organizzazioni di rappresentanza, strumenti e misure che oltre a garantire la possibilità di sopravvivenza delle imprese stesse diano una mano concreta alle lavoratrici e ai lavoratori.

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