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Cardiocentro e firme raccolte

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L’Associazione Sanità forte per tutti considera il Cardiocentro un tassello importante della sanità pubblica ticinese e in quanto tale, come gli stessi promotori della raccolta firme riconoscono, esso non potrà far altro che entrare a far parte dell’Ente Ospedaliero Cantonale se vorrà avere un futuro anche al di làdella famiglia Moccetti.

Questo è un dato di fatto irreversibile salvo voler violare leggi, accordi scritti e volontà vincolanti del fondatore del Cardiocentro che, lo si ripete per riconoscenza, è il Dr Zwick sebbene alcuni giornalisti oltre ai promotori continuino ad attribuire ad altri questo ruolo e a omettere di citare l’atto costitutivo della Fondazione Cardiocentro limitandosi a richiamare solo la convenzione sul diritto di superficie conseguente. La raccolta firme – che ha voluto ottenere un riconoscimento e della riconoscenza in primis dei pazientidel ruolo del Cardiocentro nel contesto della sanità ticinese tutta – non è stata assolutamente ostacolata. Nessuno ha mai avuto in mente di non ringraziare per l’esistenza del Cardiocentro in Ticino.

Lo si ripeterà ancora: il nocciolo del problema, non è l’ubicazione o il personale operante nel Cardiocentro che rimarranno dove sono, ma come e chi dovrà gestire i milioni che transitano (entrano ed escono) da quella Fondazione.Sappiamo bene come oggi si possano raccogliere firme, con quali accentie argomenti accattivanti e parziali soprattutto in un contesto sensibile e delicato come è quello della sanità. Se non che la Sanità è un ambito talmente importante che non merita di essere svilitoda mezze verità, qualche vittimismo fuoriluogo e in netta contrapposizione con l’arroganza di taluni a difesa di interessi privati sui quali si perseguita a sorvolare. Al trionfalismo degli iniziativisti per il Cardiocentro, va rammentato che non si tratta di un record. Basti pensare che l’iniziativa per cure mediche e ospedaliere di prossimità (quindi pubbliche)era arrivata a quota 14’137. Va altresì ricordato che il record di firme l’aveva avuta l’iniziativa per un registro dei tumori che raccolse nel 1993 più di 28’000 firme seguito da quello sulle scuole private (quasi 25 mila!) e sappiamo com’è andata a finire.

L’Associazione Sanità forte per tutti si adopererà però nelle fasi successive “Per un cardiocentro più forte all’interno dell’EOC”. Fermo restando che la qualità delle cure per tutti i pazienti è la priorità, dietro asserite filosofie e autonomie richieste dai promotori (parti non disinteressate), presto o tardi i nodi delle finanze e degli interessi privati verranno al pettine così come dovrà essere chiarito come, con quali mezzi finanziari e di quale provenienza, quando e perché persone che siedono, o sedevano, nel Consiglio di Fondazione Cardiocentro hanno nel corso degli anni costituito altre Fondazioni e Società anonime che sarebbero attive nei medesimi settori di attività a scopo di ricerca e con quali risultati tangibili e come mai in piena campagna raccolta firme taluni di questi abbiano recentemente dimissionato da certe cariche.

L’EOC giustamente ha sempre lasciata aperta la porta delle trattative ma la Fondazione Cardiocentro, che non è proprietà privata dei suoi gestori, dovrà spiegare e lasciar verificare da enti indipendenti i propri conti e i flussi finanziari. Tanto più che con 28 milioni di perdite di gestione cumulate in 10 anni su 42 milioni di patrimonio immobiliare e mobiliare, l’EOC dovrà sapere come salvare e garantire davvero un futuro a lungo termine al Cardiocentro nell’interesse pubblico generale.

Matteo Quadranti, pres. Associazione “Sanità forte per tutti”

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