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I contagi registrati finora a livello globale sono infatti 938.373 e il totale dei decessi ha raggiunto quota 47.273.

Una situazione critica non solo per i numeri attuali ma anche per un eventuale ripresa che rischia un secondo contagio se le norme non vengono rispettate, inoltre l’essere in attesa di una valida cura o vaccino non migliora la posizione attuale. Il coronavirus è molto contagioso anche con sintomi lievi e può essere trasmesso in modo molto rapido anche da chi presenta sintomi blandi perché riesce a moltiplicarsi con facilità anche nelle alte vie respiratorie. Uno studio calcola quale livello delle misure di controllo comunemente usate sia necessario per prevenire una ripresa dell’epidemia e in questo momento sembra essenziale essere dotati di apposita mascherina per poter almeno prevenire nel possibile un eventuale contagio.

La Cina ha adottato misure strette e molto efficaci nel combattere la pandemia ma abbassare la guardia ora sarebbe troppo semplice, il contenimento del COVID-19 a Wuhan può essere solo ora allentato consentendo una ripresa graduale dell’attività economica.

Gli scienziati

Dopo un attento esame si è constatato che quando il contatto pubblico fosse tornato al 100% rispetto al livello pre-quarantena e l’uso delle mascherine fosse diffuso al 95% della popolazione, l’epidemia avrebbe seguito un regolare declino verso la scomparsa, indipendentemente dal giorno di revoca della quarantena. Al contrario, quando l’uso delle mascherine fosse stato ridotto al 50%, qualsiasi data di interruzione della quarantena si sarebbe tradotta in un secondo grave focolaio. La combinazione tra un uso diffuso delle mascherine e una limitazione dei contatti pubblici possono portare a un regolare declino dell’epidemia, indipendentemente dalla data di fine delle restrizioni.

Il virus SarsCoV2 potrebbe aver circolato negli umani per anni prima di sviluppare una delle caratteristiche genetiche che hanno portato all’attuale pandemia di Covid-19. A porre questa ipotesi e’ lo studio internazionale che sulla rivista Nature Medicine ha dimostrato come il nuovo virus ha un’origine naturale e non è nato in un laboratorio.