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Ricordate? La LIA nacque e fu sostenuta fino all’ultimo giorno da una sequela di buoni propositi. Oggi tutti sanno che solo i propositi forse erano buoni ma in realtà il resto era cattivo. A un mese dalla forzata abrogazione dell’incostituzionale LIA i maggiori sostenitori e gli amministratori della stessa scendano in campo con un’altra cestata di buoni propositi: questo impone almeno una riflessione.

La notizia è la nascita della comunità di lavoro «Costruzioneticino» composta dall’UAE guidata dal presidente Rossi ( primo difensore della LIA), dai sindacati con il portavoce Ambrosetti (presidente della commissione LIA), dagli architetti e ingegneri rappresentati dalla Conferenza delle associazioni tecniche e dagli impresari con la SSIC.

La comunità «Costruzioneticino» ha dichiarato scopi assolutamente condivisibili che vanno dalla formazione continua al sostenere imprese e dipendenti e tutti gli interessi di queste categorie che per il loro bene dovrebbero camminare insieme nella stessa direzione. Il bene dell’importante settore delle costruzioni come quello di tutti gli altri rami economici è di riflesso quello dell’intera società ticinese. Dunque non si può che essere contenti (anche se in una realtà già affollata) che prenda il via una nuova iniziativa in aiuto al settore edile. Allora tutto bene? Sicuramente la presenza di SSIC e CAT è una garanzia di serietà e rispettabilità basilare per promuoversi, raccogliere consensi e stima, offuscata però e non poco dai rappresentanti degli altri compagni di cordata. Intendiamoci, vedere seduti al tavolo imprenditori e sindacati alla ricerca di strategie condivise nell’interesse generale non può che far piacere: è la via giusta.

Però la scelta sindacale di farsi “rappresentare” dal presidente LIA che i fatti ci dicono aver ignorato l’ordine del Consiglio di Stato di non emettere fatture LIA nel 2018, che creerà rimborsi e costi amministrativi elevati, offusca la credibilità dell’intero gruppo. Altrettanto vale per l’UAE e i suoi solo 700 soci che continuano a farsi rappresentare da chi li ha trascinati in improponibili ricorsi e hanno sconfessato al riguardo del lancio di un referendum sulla LIA, insomma da un leone ma con la coda di paglia. Peggio però va agli altri 3800 artigiani non iscritti all’UAE che soprattutto per loro colpa non sono assolutamente rappresentati. Insomma se i propositi sono buoni la credibilità lo è un un po’ meno e solo a causa di pochi che invece di raccogliere i meriti di quanto fatto di buono in passato e godersi la pensione, o farsi da parte nell’interesse della credibilità del settore che dicono di amare tanto, si aggrappano ai posti di “comando” a beneficio esclusivo del loro ego.

È vero che ci vuole coraggio per fare un passo indietro ma credo sarebbe un bene, perché ad esempio uno degli scopi dichiarato il 7 dicembre u.s. al CdT da «Costruzioneticino» è quello di volere sensibilizzare maggiormente i committenti pubblici e privati in merito agli acquisti all’estero: ottimo. Peccato però che solo tre settimane prima l’UAE ha scritto nel comunicato stampa di rinuncia al lancio di un assurdo referendum sulla LIA: “Certo questa nostra decisione odierna renderà sicuramente felici, finalmente, coloro che propongono di risolvere la complessa situazione dell’artigianato dell’edilizia ticinese con il gioco dell’oca…….” riferendosi al gioco sosTIeni l’economia ticinese condiviso anche da alcuni loro associati.

Insomma l’UAE nel furore della sconfitta ha denigrato il gioco sosTIeni che ha gli stessi fini dichiarati tre settimane dopo. Gioco che ha il merito di avere raggruppato (dandogli visibilità) diversi settori economici valorizzando l’importanza della reciprocità nell’interesse comune. Il gioco sosTIeni è per tutti, ma soprattutto per i giovani in cerca di un posto di tirocinio e per i loro genitori, è stato approvato anche dalla direttrice della formazione professionale infatti era presente a Espoprofessioni. Il gioco “didattico” obbliga (vedi regolamento) i giovani giocatori a interagire tra loro, a discutere e ad accordarsi per realizzare il loro percorso che non può essere solitario o solo fortunato, insomma un gioco costruttivo. Un gioco gratuito scaricabile da internet che potrebbe sostituire la tombola natalizia perché più coinvolgente e divertente. Tra l’altro non necessita nemmeno dei dadi, sostituiti con le dita, e delle pedine che sono le monete che tutti abbiamo in tasca.

Eppure il presidente dell’UAE, indipendentemente che il gioco sia valido e che vi figurino i suoi affiliati, non ha perso l’occasione di denigrarlo su un atto ufficiale. Dice anche di voler sensibilizzare l’utenza a rivolgersi a ditte ticinesi ma scredita il gioco che lo fa e lascia online (dopo averci messo le mani due volte) un albo illegale che permette la ricerca di un artigiano per nazionalità. Mi sembra lecito avere qualche dubbio che anche quelli mossi da sinceri buoni propositi con questa compagnia siano in condizione di fare un buon lavoro. Comunque spero venga smentito il vecchio detto “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”. Una buona idea che non costa nulla potrebbe essere far sparire l’illegale albo e rilanciare la campagna sosTIeni (già ben diffusa) e il suo gioco. Perché il gioco “dell’oca” non risolve i problemi ma aiuta a farlo e a differenza della LIA non fa danni.

Buon Ticino a tutti Andrea Genola

  • Andrea Genola, primo firmatario della petizione che ha raccolto 4602 firme per abrogarla la LIA;
  • Membro del gruppo NO LIA basta burocrazia;
  • Ideatore della campagna gratuita di sensibilizzazione su reciprocità e responsabilità sosTIeni.