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Dopo avere illuso i mercanti/venditori, garantendo la massima sicurezza, con dichiarazioni tipo “…Quando abbiamo visto che le norme di sicurezza, i piani di protezione, il distanziamento anche delle casette, che tutto era garantito (!), abbiamo detto sì al mercatino! …”, oppure “ …Scelte ponderate, così regolamentate, così chiare, così visibili, molto probabilmente il rischio è inferiore, ad altre situazioni che viviamo tutti, giornalmente. Abbiamo allestito un piano di protezione veramente molto rigoroso. …”.

Ma il conto è stato fatto senza l’Oste!

Si è cominciato a capire la gravità della situazione, subito dopo il primo fine settimana.

E la prima affermazione sensata è arrivata presto : “La vita è sacra, bisogna fermarsi subito!”

Un noto giornalista italiano, Enrico Mentana, ha scritto :

“I cittadini fanno quello che non è vietato. La gran parte di loro lavora o studia dal lunedì al venerdì. E nel fine settimana, da che esiste la civiltà dei consumi, si riversa nelle strade dei centri cittadini. Quando le norme anti-virus lo hanno imposto, tutti sono rimasti a casa disciplinatamente. Attualmente non ci sono misure restrittive, e a meno di due settimane dal Natale, le persone hanno fatto quel che si fa da sempre, nel penultimo week end prima delle feste. Era la cosa meno imprevedibile del mondo, e non è stata proibita o disincentivata in alcun modo. E allora chi parla – tra i decisori politici – di insopportabili assembramenti, può individuarne agevolmente i responsabili, guardando lo specchio”.

Ora molti lavoratori e lavoratrici, hanno investito parecchio tempo, per poter organizzarsi nel migliore dei modi, ad allestire le proprie bancarelle/casette, pagando un affitto per le stesse. Sopportando pure dei costi, per i quali andrebbero completamente indennizzati, così pure per il mancato guadagno. Hanno aperto con l’illusione di poter guadagnare, mentre ora si ritrovano con un pugno di mosche.

È notizia fresca, che la Città di Lugano, “corre” in soccorso dello sport professionistico. Operazione pregevole, e sicuramente condivisa, anche se forse dovremo capire perché il basket o la pallavolo, per esempio, non vengano presi in considerazione, ma questo è un altro problema!

Però è ora di aiutare chi veramente fa fatica ad arrivare alla fine del mese!! Piccoli commercianti, piccoli caffè/bar, piccoli artigiani, ecc… stiamo forse parlando di lavoratori/lavoratrici di “serie B”, o se preferite di seconda fascia??

Fatte questa dovuta premessa, ci permettiamo di chiedervi :

  1. Il Municipio, ha intenzione di indennizzare i mercanti/espositori, per la chiusura del mercatino, sebbene le promesse siano state altre (non solo il ristorno degli affitti) ?
  2. Il Municipio, ha intenzione di prevedere un aiuto finanziario per le piccole attività, spalmate su TUTTO il territorio di Lugano? Se si, quanto ? Se no, per quale motivo?

Demis Fumasoli, ForumAlternativo