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Malgrado  nelle scorse settimane il Consiglio Federale abbia esteso il riconoscimento del lavoro ridotto tra gli altri anche alle agenzie interinali le stesse stanno procedendo in tutta la Svizzera a licenziamenti dei propri dipendenti. Un’attitudine vergognosa che va denunciata con forza e che mostra la durezza  dell’offensiva che il padronato ha avviato sui luoghi di lavoro a danno dei lavoratori. Lo ripetiamo da tempo. Le agenzie interinali hanno avuto in questi ultimi 10 anni una responsabilità enorme nella precarizzazione delle condizioni di impiego. Abusi di natura contrattuale, mancato riconoscimento delle qualifiche e dei percorsi formativi dei dipendenti, inquadramento contrattuale ai livelli più bassi, dumping salariale ed estrema precarizzazione delle forme di impiego sono alla base dell’agire di molte di queste agenzie che non a caso negli ultimi anni sono state anche oggetto di inchieste da parte del Ministero pubblico cantonale. Ma in queste settimane si sta superando ogni limite.

Grazie alle pressioni esercitate dal movimento sindacale anche alle agenzie interinali è stato concesso la possibilità di ricorrere al lavoro ridotto. Eppure giungono segnali drammatici da tutte le regioni del Paese, l’ultima di pochi giorni fa rimbalzata dall’Agie di Losone; le agenzie preferiscono licenziare molti dei propri dipendenti per evitare di pagare gli oneri sociali  e  assicurativi che in un regime di lavoro ridotto sono a carico dell’azienda. Generando in questo modo nuovi disoccupati e nuova povertà e scaricando sull’insieme della collettività le conseguenze del loro dissennato agire.

Vergognoso iniquo ed immorale! È questa la sensibilità sociale delle aziende regolarmente decantata dai vertici del DFE? La crisi che la pandemia sta generando mostra il vero volto di un padronato avido, esclusivamente interessato a mantenere inalterati i propri profitti e che derubricando i lavoratori a numeri ne calpesta diritti e dignità. Agenzie interinali e lavoro precario rappresentano una vergogna dei giorni nostri e andrebbero estirpate dal nostro mercato del lavoro. Perché sono tra i maggiori responsabili dell’imbarbarimento delle condizioni di impiego e promuovono una precarizzazione contrattuale che purtroppo sconfina in una precarizzazione esistenziale. Consiglio Federale e Consiglio di Stato sono chiamati urgentemente all’azione. Obbligando le agenzie ad annullare questi licenziamenti. A cominciare da quelli annunciati presso l’AGIE di Losone nei giorni scorsi. Non ci sono alternative!