Gli 80.4 mio di maggiori entrate sono indicati come un primo traguardo verso il risanamento duraturo delle finanze del Cantone. A preventivo era prevista una maggiore uscita di circa 34 mio: 114 mio di scostamento.

Ma chi ha pagato questo importante importo in positivo nelle cifre?Le aree marginali immagino, nonché la popolazione più indigente e in difficoltà, risparmi che ricadono pure sulla gestione dell’ambiente e del territorio. Nel consuntivo si legge nessuna nuova iniziativa concreta e misurabile per rilanciare le aree marginali e di montagna di questo Cantone, che pur rappresentano l’80% del territorio complessivo.

Ieri ho portato in parlamento delle rose delle alpi(rododendro, Rhododendron ferrugineum),nella misura che mi era consentita dalle normative in vigore. Un segno di simpatia e di colore delle nostre montagne, ma nello stesso tempo un segno di preoccupazione. La bellezza estrema ha anche un rovescio della medaglia: siamo confrontati con il degrado del nostro territorio alpino, sia nell’antropico, quanto nella natura e nel paesaggio. Siamo a fronte del preoccupante continuo spopolamento di paesi e Valli, di cancellazione di servizi e di posti di lavoro, chiusure di scuole e altro. Non parliamo della curva dell’irrimediabile invecchiamento della popolazione.

Ieri i fiori ammalianti, ma che ci portano a interrogarci su quanto sta dietro a queste bellezze.

Oggi accompagno queste e altre riflessioni con alcuni filmati emozionanti che stanno correndo sullo schermo, luoghi idilliaci immortalati ieri nella salita ai 1500 metri del Corte di Fondo di Vogornesso, a otto chilometri dall’ultimo villaggio della Verzasca, Sonogno.

Salendo all’Alpe, al “na a d’Alp”, per salutare l’inizio dell’impegnativa stagione alpestre, che si attua virtuosamente ancora in molte zone marginali delle nostre Valli, ho incontrato nuclei suggestivi, ma anche rovine che ci interrogano sul perché di quei scheletri, ho incontrato una famiglia che mungeva oltre cento capre, in attesa di salire sull’alpe a perpendicolo sulla Valle.

Mi ha accompagnato il cambiamento del bosco dal ceduo, al frondifero sino ai lariceti e alle aree spoglie ove vi sono solo pascoli e arbusti (taluni come il rododendro e il mirtillo invadenti per i pascoli). Nel cammino mi ha specialmente accompagnato la musica del fiume, con le sue cascate suggestive, i giochi d’acqua tra lo spumeggiante e il turchino: fresche, chiare, limpide acque! Il tutto sotto sovrastanti cime poco distanti dai tremila metri. E dopo quattro chilometri eccoci all’alpe, con la famiglia dell’alpatore che lassù tiene banco da decenni, gente operosa che si stava preparando per la “casata” di quel che sarà poi il ricercato e ottimo formaggio d’alpe. Pure i maiali gioiscono grugnendo, non sapendo il loro prossimo destino! Un nuovo ponte sul fiume per la sicurezza dei viandanti che salgono alla Capanna del Barone e poi al Passo per scendere in Leventina o alla Bocchetta di Campala per raggiungere la Valmaggia. E infine l’alpatore Siro Gianettoni che stava posando lunghe recinzioni per costudire il prezioso e bene amato bestiame, per preservarlo da pericoli o predazioni!

Tutto questo per dire che la sola specie che dobbiamo difendere dall’estinzione nelle Alpiè quella dell’uomo alpino.

In questa fattiva e concreta missione per evitare l’estinzione dell’uomo nelle regioni periferiche e di montagna va la nostra azione di Parlamento e di Stato della Repubblica del Cantone Ticino.

Mi son chiesto perché vi sono ancora quattro chilometri, dopo una pista di altri quattro chilometri, su sentiero. Perché altri alpi nel Cantone sono confrontati con queste disagevoli situazioni.

Quindi con queste rinnovate buone condizioni finanziarie perché non lanciare, come fu negli anni ottanta, una nuova azione di miglioramento dei servizi ai nostri alpi, a sostegno dell’economia primaria e alpestre. Poco or sono questo Parlamento ha adottato un progetto e stanziato un importante credito per un comodo accesso all’Alpe Pozzo nell’alta Val Malvaglia: facciamone esempio virtuoso.

Forse non ci si deve fermare e continuare a promuovere,proporre e ad attuare quanto assicura la continuazione della gestione virtuosa del nostro territorio e fare in modo che non si degradi e che non sia abbandonato.

A dire il vero volevo presentare un emendamento proponendo di destinare venti milioni dell’utile per opere e azioni concrete e di sostegno dell’economia per la montagna, le zone marginali e periferiche.

Ho desistito sapendo che era una pura provocazione, che sarebbe stata bocciata senza nessun onore e nessuna nuova si sarebbe concretata per la causa che mi sta a cuore, mache sono sicuro che sta a cuore a diverse Colleghe e Colleghi, purtroppo un numero non sufficiente per riuscire a essere fattivi.

Ho volutamente proposto queste considerazioni e riflessioni partendo da quanto più estremo vi può essere nel nostro Cantone.

Questo anche per richiamare l’attenzione sul fatto che per risolvere questi problemi dobbiamo pensare al più presto all’istituzione del Dipartimento della Montagna. Dipartimento rivendicato sin dal 2011 da MontagnaViva. L’istituzione di questo nuovo Dipartimento è sempre più urgente, per far convogliare nella gestione dell’80% del Territorio le migliori capacità di questo Stato, ora dissimulate tra diversi Dipartimenti contenitore.

Non posso dimenticare che abbiamo cancellato numerose norme legislative, ben pensate nei decenni trascorsi nell’ambito della promozione e delle politiche attinenti alle zone e periferiche e di Montagna: risanamento dei nuclei, la promozione dell’abitazione nelle regioni di montagna e a rinnovamento virtuoso dei villaggi, la promozione di attività artigianali-industriali, la legge sull’artigianato tradizionale-contemporaneo e d’arte, il test rustici per uso turistico, una legge sul Turismo che non sia nei concetti e nell’azione pratica urbano centrica, legislazioni che coinvolgano le popolazioni e non le allontanino dai centri di potere e decisionali.
Questo solo per fare alcuni esempi.

Mi attendo, ci attendiamo, un nuovo atteggiamento politico e promozionale.

Mi auguro che queste riflessioni siano attivate con proposte concrete già nel prossimo preventivo dell’anno 2019.

Non soddisfatto dei risultati concreti ottenuti con questo consuntivo, dichiaro non sosterrò questo consuntivo, astenendomi.

Germano Mattei