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Iniziativa generica per il dialetto da insegnare facoltativamente nelle elementari e nelle medie

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Presentata nella forma elaborata da Nicholas Marioli e cofirmatari per la modifica della Legge della Scuola “Insegnamento del dialetto facoltativo”

del 28 settembre 2018

1. Introduzione Una questione di cifre
In base alle pubblicazioni Ustat del 2017, in Ticino circa il 30% della popolazione si esprime e comprende correttamente la lingua locale. A fare da capofila è la Valle di Blenio nella quale ben il 69% della popolazione parla e comprende il dialetto, a seguire la Vallemaggia (58%), Leventina (54%), Riviera (43%), Bellinzonese (38%), Mendrisiotto (31%), Locarnese (28%) ed infine il Luganese con solo il 23%.
Or dunque il dialetto si può tranquillamente affermare che sia ancora ben introdotto nella realtà ticinese, nonostante la globalizzazione degli ultimi decenni.

Sensibilizzazione

Il tema della salvaguardia del dialetto è da sempre di attualità, anche se concretamente sul profilo politico poco si è proposto in questi anni.
Nel 2010 l’allora deputato Nanad Stojanovic (PS) fece un’interrogazione nella quale chiedeva se il Consiglio di Stato era favorevole a far partire dei progetti pilota per la realizzazione di corsi facoltativi di dialetto nelle scuole.
Negli scorsi anni venne anche lanciata una petizione per far rientrare nei palinsesti della RSI le commedie dialettali.
Notizia più recente, lo scorso ottobre 2017, è l’approvazione a larghissima maggioranza (51 favorevoli, 4 contrati e 0 astenuti) da parte del Consiglio Comunale di Lugano di una mozione volta a favorire i corsi facoltativi di dialetto nei doposcuola.
Questa iniziativa parlamentare si pone come obiettivo principale la sensibilizzazione a livello politico e mediatico di questo tema.

Integrazione

È necessario che anche i giovani per lo meno passivamente comprendano le variate lingue locali, anche per poter instaurare dei buoni rapporti con tutte le componenti locali del nostro Cantone: dall’ambiente bancario all’ambiente contadino, dai giovani ai “noss vècc”. Oltre che ad una integrazione “sociale” è auspicabile anche per quanto riguarda la tematica dell’integrazione degli stranieri, i quali avrebbero a disposizione uno strumento efficace per agevolare la propria integrazione nel contesto e nel tessuto ticinese.

Salvaguardia

Lo stesso Franco Lurà, già direttore del centro di dialettologia e di etnografia, interpellato esplicitamente su TicinoLibero (http://www.ticinolibero.ch/il-dialettologo-lura-dialettoper-chi- vuole-il-passaporto-le-priorita-sono-altre/), non ha negato la crisi del dialetto e nelle scuole riferiva che “personalmente immaginerei di fare qualche esperimento, non solo dal punto di vista grammaticale bensì una trasmissione che tenga conto di tutto quello che è il mondo che si collega al dialetto, ovvero una conoscenza storica, dei rapporti sociali, di storie, leggende, aneddoti locali e tradizioni. Vedrei un insegnamento, dunque, a 360°”.

Questa iniziativa parlamentare vuole anche finalmente superare i luoghi comuni che tendono a ritenere il dialetto un’espressione di una volgarità popolare, ma dare il giusto e doveroso spazio a un elemento spiccatamente di casa nostra (non occorre andare lontani per osservare Oltregottardo l’affezione allo svizzero-tedesco).

2. Conclusione

Pertanto, si propone la seguente modifica della Legge della Scuola:

Capitolo VIII
Insegnamento facoltativo del dialetto

Insegnamento del dialetto
Art. 23b (nuovo)1L’insegnamento del dialetto è impartito in tutte le scuole elementari e medie.
2La frequenza degli allievi all’insegnamento del dialetto è facoltativa ed è accertata all’inizio di ogni anno dall’autorità scolastica mediante esplicita richiesta alle autorità parentali, rispettivamente agli allievi se essi hanno superato i diciotto anni d’età.
3La designazione degli insegnanti, la definizione dei piani di studio, la scelta dei libri di testo, del materiale scolastico e la vigilanza didattica vengono preavvisati dal Centro di Dialettologia e di Etnografia.
4La vigilanza amministrativa compete alle autorità scolastiche.

Nicholas Marioli (primo firmatario)

Daniele Casalini, Lega, Giancarlo Seitz, Lega, Paolo Pamini, La Destra, Tiziano Galeazzi, La Destra, Franco Denti, Verdi, Raffaele De Rosa, PPD Andrea Giudici, PLR

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