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Gli abitanti di Lugano meritano un cambiamento deciso nell’amministrazione cittadina. Ne siamo convinti. Da troppo tempo, l’interesse collettivo della cittadinanza è stato trascurato dai quattro partiti che da decenni si spartiscono la gestione della città. Partiti sempre pronti a rispondere presente ai ristretti gruppi di potere che considerano Lugano una loro proprietà privata, infischiandosene dell’interesse generale dei suoi abitanti. Una logica clientelare e di servilità dell’amministrazione cittadina che sta conducendo la città verso una lenta quanto inesorabile anonimizzante asfissia.

Siamo ancora in tempo per cambiare lo stato di cose e capovolgerne le sorti. Lugano non si riduce al salotto di Piazza Riforma e le scintillanti boutique di via Nassa, inaccessibili nei prezzi alla stragrande maggioranza della cittadinanza. Ben più importanti sono i bisogni e le necessità di chi vive a Bogno, Bré, Carona o Pregassona e Molino Nuovo, per citare solo alcuni dei quartieri luganesi. Lugano ha bisogno di quartieri vivi dove convivano spazi di socialità e di aggregazione intergenerazionale, dell’esistenza di servizi di prossimità, di una gestione oculata del territorio, di luoghi aggregativi e culturali non mercificati, di una mobilità lenta intelligente e di un potenziamento dei mezzi pubblici al servizio dei quartieri periferici che rendano quasi superflua l’automobile, di luoghi di svago e condivisione intergenerazionali, di affitti a pigione moderata, dell’implementazione di importanti innovazioni tecnologiche che facilitino il passaggio a un economia verde, di strumenti che facilitino e promuovano la solidarietà tra abitanti, tra vicini, di attenzione particolare alle fasce più svantaggiate, di una città forte economicamente per esser propositiva e le cui ali non siano tarpate dalla sterile riduzione di miseri punti del moltiplicatore da cui trae vantaggio solo quell’infima minoranza benestante. Una necessità di giustizia sociale resa ancor più impellente nell’affrontare l’inevitabile esplosione dell’ineguaglianza provocata dalla devastante pandemia. Una città che sappia offrire ai suoi cittadini le condizioni ideali per poter vivere e convivere il meglio possibile, senza distinzione di ceto o provenienza. Una città dove la differenza sia una ricchezza, al contrario dell’omologazione silente imposta. 

Per cambiare, bisogna provarci e aver chiaro il percorso verso cui progredire, senza paura di calpestare i piedi a coloro che si credono i padroni della città e senza opportunisti atteggiamenti di conquiste di poltrone.
Il ForumAlternativo e il Partito Operaio Popolare ci credono, proponendo con la lista unitaria una reale prospettiva di cambiamento, capace di opporsi al sistema clientelare condiviso dai partiti che amministrano la nostra città. 

ForumAlternativo