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Di ForumAltrnativo

Dick Marty, il professor Sergio Rossi e l’oncologo Franco Cavalli. I tre illustri ticinesi attivi in campi diversi sono accomunati da un’idea comune, sono membri del Comitato d’iniziativa “Micro-imposta”. Questa mattina a Bellinzona, le tre personalità hanno convocato la stampa per informare ufficialmente che la raccolta firme per far portare la popolazione a esprimersi sul tema, è ufficialmente partita dopo la pubblicazione sul foglio ufficiale del testo dell’iniziativa il 25 febbraio. “L’iniziativa popolare “Micro-imposta”, è un’idea tanto geniale quanto molto semplice”, hanno spiegato i tre membri del comitato d’iniziativa nazionale. “Introducendo una micro tassa dell’0.1% sui pagamenti digitali stimati in Svizzera a centomila miliardi di franchi, ogni anno la collettività incasserebbe 100 miliardi di franchi. L’iniziativa prevede che col ricavato della microtassa, si abolirebbe l’Iva (23 miliardi l’anno), le imposte federali dirette (22 miliardi) e la tassa di bollo (2 miliardi). Non solo sparirebbe la tassa meno sociale esistente, l’Iva, ma la collettività potrebbe avere a disposizione ogni anno fondi ingenti per finanziare concrete politiche urgenti ambientali o sociali d’interesse comune. Gran parte del ricavato dei 100 miliardi della microtassa, arriverebbe dall’industria finanziaria, in buona parte speculativa”.
“Si tratta di un’iniziativa meritevole di sostegno – ha aggiunto il professore di macro economia Sergio Rossi – perché affronta correttamente alcuni problemi socioeconomici rilevanti per la coesione sociale e la stabilità finanziaria del nostro sistema economico, confrontato con la crescente digitalizzazione delle attività e l’invecchiamento demografico. Entrambi questi fenomeni pongono delle sfide enormi per il mercato del lavoro e il finanziamento delle pensioni nell’arco dei prossimi decenni. Inoltre, dagli anni 1980 innanzi, le transazioni finanziarie sono aumentate in maniera vertiginosa e spesso senza alcun legame con l’economia reale, rigonfiando una serie di bolle speculative la cui esplosione – come quella dei “subprime” nel 2006 – comporta diversi costi che in un modo o nell’altro ricadono sul ceto medio e quello basso. Queste transazioni finanziarie devono dunque essere ampiamente ridimensionate, come vuole fare questa iniziativa popolare federale, per ridurre notevolmente l’instabilità finanziaria in Svizzera e sul piano internazionale. 
La micro-imposta sulle transazioni digitali permette quindi di prendere tre piccioni con una fava: riduzione dell’instabilità finanziaria, aumento dell’occupazione e miglioramento del tenore di vita delle classi medio-basse» ha concluso il professor Rossi.

Maggiori informazioni: microimposta.ch