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di Forum Alternativo

Non bastano i problemi di funzionamento della Posta e delle FFS provocati  dalla loro trasformazione in società anonima. Non bastano le chiusure, penalizzanti per gli utenti, di migliaia di uffici postali. Non bastano i ritardi e gli incidenti delle nostre ferrovie. E non bastano nemmeno i peggioramenti delle condizioni di lavoro in queste aziende, per quasi un secolo modelli nella qualità del servizio offerto ai cittadini e di rispetto dei loro dipendenti. 
Il Consiglio federale, negli scorsi giorni, su proposta della socialista (????)  Simonetta Sommaruga, direttrice del DATEC, ha deciso di privatizzare anche Postfinance. Il colosso svizzero del traffico dei pagamenti con un patrimonio di 120 miliardi di franchi e tre milioni di clienti. Le ragioni invocate dal Consiglio federale a sostegno di questa decisione sono fragili e inconsistenti. La privatizzazione sarebbe l’unico modo per garantire una “sana” concorrenza. Il Consiglio federale sposa quindi nuovamente i principi neo-liberali: privato è meglio, meno Stato-più libertà. E ignora, o finge di ignorare, che i soli ad aver beneficiato di questa politica sono i potenti gruppi finanziari. 
Postfinance è un’azienda pubblica e appartiene alla Posta Svizzera. È gestita secondo criteri commerciali, privilegia quindi i risultati finanziari e non la qualità del servizio all’utenza. Essa funziona tuttavia molto bene e gli utili sono versati alla Confederazione.  Se fosse privatizzata gli aspetti finanziari  sarebbero gli unici considerati, a scapito dell’utenza e del personale, e gli utili sarebbero incassati dai privati, ossia dai nuovi azionisti. 
Osiamo sperare che, qualora il parlamento dovesse accettare questa nuova scellerata proposta, ci siano sufficienti forze per lanciare un referendum.