Il Dipartimento del territorio (DT) presenta in data odierna, nel corso di una conferenza stampa, i principali contenuti del Messaggio – licenziato dal Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale – concernente la revisione totale della Legge edilizia cantonale del 19 marzo 1991 (LE) e un credito per investimenti aggiuntivo di CHF 550’000.- per l’evoluzione del sistema di Gestione Informatica delle Procedure Edilizie (GIPE).

La revisione della LE mira, in particolare, a semplificare e migliorare la gestione    dell’intero iter delle procedure di licenza edilizia, accelerandone per quanto possibile i tempi complessivi d’evasione, nonché ad aggiornare le disposizioni edilizie generali con una maggiore attenzione alla qualità di vita della popolazione.   

Semplificazione e miglioramento dell’intero iter procedurale
Riguardo alle procedure di autorizzazione a costruire, nel rispetto e nella misura consentita dal diritto – materiale e procedurale – d’ordine superiore, la revisione della LE persegue gli obiettivi di semplificare e migliorare la gestione dell’intero iter procedurale, rendendolo anche più trasparente, oltre che di accelerare i tempi complessivi d’evasione delle procedure edilizie. S’intende, inoltre, offrire la possibilità di chiarire la fattibilità di una costruzione prima di sviluppare la progettazione di dettaglio (in particolare degli aspetti tecnici) e contrastare l’impiego pretestuoso dei rimedi giuridici. In termini più generali, si mira al miglioramento della conoscenza e della comprensione della legislazione in materia edilizia con testi di legge e regolamento più completi, chiari e al passo con la giurisprudenza.  

Informatizzazione delle procedure edilizie
Considerato che ben difficilmente un mero intervento normativo può permettere di conseguire l’accelerazione e la migliore gestione delle procedure, la revisione della LE prevede anche l’informatizzazione delle procedure edilizie affinché la stessa generi importanti benefici in ordine alla razionalizzazione del lavoro, alla semplificazione e accelerazione delle procedure e alla loro migliore gestione. Per completa informatizzazione delle procedure s’intende innanzitutto la gestione digitale dell’intero iter autorizzativo, dalla presentazione della domanda di costruzione al controllo del cantiere, fino alla verifica finale dell’opera realizzata. La domanda di costruzione va presentata in forma elettronica, mediante il sistema cantonale di gestione informatica delle procedure edilizie (GIPE).    

Barriere architettoniche, aree di svago e posteggi per biciclette
Il processo di revisione della Legge edilizia cantonale non ha interessato esclusivamente gli aspetti procedurali, ma anche le norme edilizie generali, con un occhio di riguardo alla qualità di vita delle persone. In questo senso, per quanto concerne le barriere architettoniche, la nuova LE pone esigenze maggiori rispetto alla legislazione federale sui disabili; in particolare, essa richiede l’adozione di misure specifiche, in caso di nuova costruzione, ricostruzione, riattamento, trasformazione sostanziale, per abitazioni da 4 appartamenti e per edifici per attività lavorative da 30 posti di lavoro. Si ritiene pertanto doveroso mostrare sensibilità e attenzione verso i disabili, ma anche nei confronti delle persone anziane (tenuto conto anche dell’invecchiamento della popolazione) e delle famiglie con bambini. Analogamente, in caso di nuova costruzione, ricostruzione, riattamento, trasformazione sostanziale, gli edifici abitativi con almeno 4 appartamenti dovranno essere dotati di un’area di svago, a disposizione di tutti i residenti nell’edificio (10% della SUL). Inoltre, al fine di sostenere la mobilità lenta, gli edifici nuovi, ricostruiti, riattati, oppure oggetto di trasformazione sostanziale dovranno prevedere un determinato numero di posteggi per biciclette (abitazioni da 4 appartamenti, stabili industriali e commerciali, aperti al pubblico, ecc.). 

La legge edilizia cantonale (LE) del 1991
Si rammenta che l’attuale legge edilizia (LE 1991) è stata adottata dal Gran Consiglio il 13 marzo 1991. Entrata in vigore il 1. gennaio 1993, la stessa ha abrogato la precedente legge edilizia del 19 febbraio 1973 (LE 1973), di cui ha sostanzialmente riformato la procedura per la concessione della licenza edilizia, allora caratterizzata dalla necessità di due distinte autorizzazioni: la licenza edilizia comunale, rilasciata dal Municipio, e l’autorizzazione cantonale, concessa dal Dipartimento delle pubbliche costruzioni. Da queste premesse è scaturito l’attuale iter procedurale che prevede un’unica licenza edilizia, emessa dal Municipio previo avviso cantonale. Per il resto, la revisione legislativa del 1991 ha semplicemente operato un riordino formale del precedente testo normativo. Successivamente, la LE 1991 è stata oggetto di alcune modifiche puntuali. A venticinque anni dalla sua entrata in vigore, è emersa un’inadeguatezza della legge edilizia rispetto ai tempi attuali. A tale proposito, nel mese di dicembre del 2015 il DT ha dato avvio al progetto di revisione totale della legge edilizia e del suo regolamento di applicazione.