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Sicurezza alimentare, sviluppo tecnologico e sostenibilità, questioni da affrontare con urgenza

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Il cibo è l’elemento principale per la sopravvivenza della nostra società e tale bene è certamente fonte di nutrizione, gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile sono da affrontare e dobbiamo farlo in modo coscienzioso. La malnutrizione e l’insicurezza alimentare sono ormai alla base che vede partecipe un’agricoltura tutt’ora ancora non sostenibile al 100%. Va quindi su questi parametri come obiettivo primario assicurare a tutti salute e benessere, garantire a ciascuno la disponibilità e la gestione dei sistemi di approvvigionamento quali strutture adeguate a promuovere una cooperazione responsabile verso gli ecosistemi marini e terrestri di tutte le risorse viventi.

Lo sviluppo tecnologico sta percorrendo una corsa senza precedenti tralasciando molte volte gli obiettivi principali che vedono come problema lo smaltimento. Le istituzioni preposte dovrebbero prendere immediate misure di contrasto all’inquinamento sfruttando al meglio le nuove tecnologie ambientali che possono concorrere a ridurre in modo significativo l’inquinamento stesso in ogni sua forma, dalla creazione allo smaltimento.

La produzione di carta e derivati e la necessità di più spazio urbano portano ogni giorno alla distruzione di ettari di foreste e, boschi e giungle, fondamentali per la sopravvivenza dell’ecosistema di cui anche l’uomo fa parte. L’abuso e maltrattamento di terre incontaminate e sprechi eccessivi di risorse preziose come l’acqua dolce comportano la riduzione massiccia di queste ultime sempre meno disponibili alle esigenze dell’uomo.

Le industrie provocano pesanti e prolungate emissioni di gas serra e sostanze chimiche dannose per l’atmosfera e l’aria che respiriamo e alcune delle sostanze in commercio fanno sì che l’atmosfera trattenga il calore dei raggi solari (effetto serra) provocando un sensibile aumento delle temperature. Moltissime realtà industriali per evitare i costi del riciclaggio/smistamento rifiuti gettano gli scarti della propria catena di produzione direttamente nei fiumi, nelle valli e nei campi, promuovendo l’avvelenamento della flora e della fauna, di cui noi tutti ci nutriamo.

Il pianeta ovviamente non si adatta alle nuove pesanti condizioni cui lo sottopone l’uomo ma a fronte di ritmi così insopportabili e reagisce modificando progressivamente il clima globale.

Oggi è apparsa un’intervista sul giornale laRegione al consulente Giovanni Facchinetti, esso sottolinea nuovamente l’allarme sull’inquinamento esplicando che il modo di fare business deve cambiare, a partire dalla aziende e cita alcuni esempi del nostro territorio che risultano molto interessanti e coinvolgono strutture molto importanti. Vedi articolo : https://www.laregione.ch/cantone/luganese/1234863/l-esperto-di-sostenibilita—abbiamo-massacrato-il-pianeta-

I problemi di inquinamento sono ormai noti su scala globale e ciò sta apportando cambiamenti sempre più evidenti mettendoci in guardia e dovendo sfoderare quanto prima la nostra parte più coscienziosa, in rispetto del nostro pianeta.

Non è mai tardi per fare una riflessione e portare innovazione e sostenibilità nelle nostre vite cosi’ come nel nostro lavoro, contribuendo ad una crescita e un equilibrio nel rispetto di noi stessi, di terzi e del nostro pianeta, non sottovalutando che anche il contributo che può sembrare meno significativo prende un immenso valore se messo su scala globale.

 

 

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