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Il Consiglio federale ha definito la stretegia di riapertura. Rimane giustamente prudente, con margine di manovra qualcosa fosse necessario correggere il tiro se i contagi tornassero a crescere. Invece che mettere l’accento sui vantaggi per tutta la popolazione e cercare soluzioni concrete per ci soffre per le chiusure, il vice presidente di Gastro Suisse Massimo Suter continua ad aizzare i ristoratori contro le scelte del governo. Lo fa in maniera disonesta, con affermazioni false in quanto in contrasto con l‘evidenza scientifica.

La letteratura scientifica è costellata di studi sull’importante ruolo della ristorazione nella diffusione del virus. Recentemente questi sono stati ben esposti dal membro della task force del Consiglio federale Roman Stocker, in occasione dell’ultima puntata di Patti Chiari. Se queste ricerche internazionali pubblicate sulle più rinomate riviste scientifiche però non bastassero per capire la situazione dei contagi, è sufficiente osservare l’evidenza: a poco più di due settimane dalle chiusure dei ristoranti i casi sono notevolmente diminuiti. Giusto evidenziare come le chiusure dei negozi siano arrivate solo in un secondo momento, in data 18.01.2021 con 1562 casi (quel giorno) e 2283 casi medi settimanali (mentre per la ristorazione lo stop è avvenuto già un mese prima, in data 22.12.2020 con 3300 casi quel giorno e 4173 casi in media settimanale).

Troviamo inammissibile quindi questa narrativa che fomenta unicamente rabbia e risentimento, nella quale si disegna il governo federale come “cattivo genitore” che agisce solo per punire una determinata categoria. È ora di smetterla di mettere l’accento sugli interessi particolari invece che su quelli collettivi. Lo Stato ha l’obbligo sia di salvaguardare la salute della popolazione, sia di sostenere finanziariamente in maniera adeguata chi è costretto a limitare o addirittura chiusure la propria attività economica per il bene comune.

Invitiamo quindi Suter a non creare sterile dissenso, ma impegnarsi affinché tutti i ristoratori penalizzati, soprattutto quelli che vivono situazioni particolari, vengano adeguatamente risarciti e possano così far sopravvivere la propria attività. Invece di sprecare energie a creare conflitto controproducente per tutti che proponga soluzioni costruttive che aiutino tutti a sopportare questa grave crisi.