Il Controllo federale delle finanze (CDF) deve continuare a sorvegliare le imprese della Confederazione parzialmente privatizzate, come Swisscom o Skyguide, anche perché sono in gioco soldi pubblici. Ne è convinto il Consiglio nazionale che ha respinto oggi una mozione degli Stati per 92 a 87.

L’autore del testo, il “senatore” Erich Ettlin (PPD/OW), chiedeva che aziende semi-privatizzate quali Swisscom, Skyguide e Identitas, ma in futuro anche Ruag dopo la sua privatizzazione, non rientrassero più nel campo di applicazione del CDF.

Per quanto riguarda l’operatore di telecomunicazioni, in qualità di società per azioni quotate in borsa, sottostà alle rigide prescrizioni della legislazione sulle borse e sul mercato dei capitali.

A detta dei sostenitori della mozione, la sorveglianza esercitata dal Controllo delle finanze la pone in una situazione conflittuale. La Confederazione, che detiene più del 50% del capitale di Swisscom, può ottenere informazioni supplementari rispetto agli altri azionisti, ha precisato dal canto suo in aula il ministro delle finanze Ueli Maurer: tale situazione non ha più ragion d’essere, a suo avviso.

Ma la maggioranza ha preferito respingere la mozione sostenendo che un controllo della Confederazione rimane più che giustificato, dal momento che queste società amministrano e operano anche con soldi pubblici. È quindi giusto sapere che cosa accade al loro interno, anche per intervenire se necessario.