Ci siamo, domani verrà eletto il successore di Didier Burkhalter. Il Ticino, o almeno parte di esso, spera sia Ignazio Cassis, così che un rappresentante ticinese possa tornare a sedere nella stanza dei bottoni.

Salvo sorprese, tutti i partiti dovrebbero scegliere all’interno del ticket ufficiale, quello composto da Cassis, Moret e Maudet.

In Ticino intanto si continua a dibattere sulle cene offerte dal responsabile della Argo 1 alla responsabile del servizio richiedenti l’asilo, compagna di Fiorenzo Dadò, a cui carico è stata aperta un’inchiesta amministrativa, per decisone del Gran Consiglio.

Il PS auspica un’inchiesta ad ampio raggio, che faccia luce sul dumping salariale, sugli stipendi in nero, sull’ormai famoso mandato, oltre che sull’episodio dell’hotel e sul ruolo di Dadò.

Ormai sulla civica è scontro aperto: la Commissione scolastica ha diramato una nota in cui accusa Manuele Bertoli di aver cambiato idea, dopo aver dato la sua adesione al programma, fondamentale per i membri per dire sì. Bertoli appare su alcune inserzioni dei contrari, e la scolastica si sente presa in gira.

Ha replicato a stretto giro di posta il Governo, spiegando che il nome del Ministro è stato usato a sua insaputa, che lui non fa parte di nessun comitato, e che il Consiglio di Stato sulle votazioni ha dato libertà di voto, invitando poi ad abbassare i toni.

Stesso messaggio lanciato dal PS, che parla di attacchi inverosimili e gratuiti contro gli insegnanti, “è infine a dir poco sconcertante che questi siano i toni e i metodi utilizzati da coloro i quali pretendono d’imporre una loro lettura della civica, adottando delle attitudini e mostrando un esempio sprovvisto di correttezza e situato all’opposto degli obiettivi mirati dall’educazione alla cittadinanza”.