Si sentono ancora gli strascichi dell’infelice uscita del docente di Barbengo. Colui che aveva definito i docenti stessi una casta, ovvero l’ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici, per nulla pentito di quanto affermato, ha detto che, se l’uomo fosse stato un docente comunale ai tempi in cui sedeva in Municipio, lo avrebbe licenziato in tronco, e ha specificato di non capire ancora il motivo del disappunto verso la civica.

Diversa l’opinione di Giorgio Fonio del PPD, che pur sottolineando la gravità di quanto scritto, sottolinea che l’uomo si è scusato. “Ha sbagliato ad esprimersi in quel modo. Lo ha immediatamente riconosciuto e si è scusato. “Ma permettetemi di indignarmi in egual modo quando al docente, nato e cresciuto nel nostro paese, che di fatto è anche il suo, viene rinfacciato il fatto di essere un italiano con il permesso C e dunque non meritevole di insegnare nelle nostre scuole”,

Come se non bastasse, oggi un’altra professoressa, della SPAI di Trevano, ha fatto sentire la propria voce contraria su Facebook: “Ticino vergognoso sulla civica: ancora una volta il populismo becero e ignorante ha trionfato a discapito di una vera educazione alla cittadinanza! Svizzera vergognosa pure sull’AVS… e cosi si rinforzano le assicurazioni private e chi può pagare avrà una vecchia serena, per gli altri sono c—i amari”.

Se ieri a indignarsi era stato l’UDC, oggi Massimiliano Robbiani ha inoltrato un’interrogazione, con tre domande:  “Cosa intende fare il Dipartimento di Bertoli nell’immediato, dopo questo secondo caso di “offesa alla democrazia” da parte di una docente? Esistono delle direttive chiare in merito di come un docente può e deve usare i social network? Anche per questo secondo caso, dopo quello di Barbengo, il DECS intende sanzionare la docente della Spai di Trevano?”.

L’UDC per contro, assieme a Area Liberale, ha inoltrato un’interrogazione relativa ad una funzionaria del DI che, condannata per aver passato delle informazioni riservate ad un conoscente architetto, è stata trasferita al DSS. Filippini, Galeazzi, Pinoja, Pamini e Morisoli si chiedono come mai non sia stata licenziata, e se quanto meno le è stato abbassato lo stipendio.

A Berna, una vittoria e una sconfitta per il leghista Lorenzo Quadri, di cui si discutevano due atti parlamentari: approvata la sua mozione che chiedeva  il divieto di finanziamenti esteri per luoghi di culto islamici, l’obbligo per questi ultimi di indicare la provenienza delle loro entrate e quello per gli imam di predicare nella lingua locale, mentre è stata bocciata la richiesta di una tassa d’entrata per i frontalieri.