Giornata movimentata ancora dal caso Argo 1 e dai suoi nuovi sviluppi, ovvero dalle due cene, per un totale di circa 150 euro, pagati dal titolare dell’agenzia, in un hotel a Bormio, alla compagna di Fiorenzo Dadò, responsabile del servizio richiedenti l’asilo del cantone. Interrogata venerdì, la donna, che ora è sotto indagine, ha detto che Sansonetti le aveva promesso un buon prezzo all’albergo.

Questa mattina, il deputato dell’MPS Matteo Pronzini, che aveva già chiesto, e ottenuto, ai tempi che Dadò non facesse parte della Sottocommissione che ha indagato sul caso, ha scritto un’email al Presidente del Gran Consiglio e alla Presidente della gestione: vuole che Dadò non partecipi alle discussioni sul tema e che non abbia accesso alla documentazione.

L’altro argomento forte della giornata è il pacchetto di misure fiscali e sociali presentate dal Governo, all’unanimità. Ci saranno sgravi per i redditi alti, circa 7’000 persone, per mantenere il Ticino attrattivo sia per i ricchi che per i posti di lavoro, e saranno aiutate le startup. Come sorta di compenso, come fatto intendere da Bertoli, saranno investiti 20 milioni nella socialità, con un assegno di 3’500 per le famiglie e aiuti per le strutture.

Entusiasta il PLR, che applaude soprattutto il proprio Ministro Vitta: “grazie, inoltre, in particolare all’attitudine alla concordanza del Consigliere di Stato Christian Vitta è stato possibile ottenere l’unanimità governativa su questo importante dossier; ci si aspetta pertanto che, adesso, il Parlamento sappia affrontarlo con responsabilità in tempi brevi, mostrando pragmatismo e, soprattutto, la volontà di mettere al più presto in vigore queste importanti riforme nell’interesse di tutti i ticinesi”. In particolare, il sistema attuale era visto come sociale ma fragile, “che necessita uno sforzo pragmatico e libero da condizionamenti ideologici per garantire la permanenza in Ticino di posti di lavoro e persone benestanti”.

Di tutt’altro avviso il PS, che parla di ricorrere al referendum, poiché gli obiettivi fiscali e sociali non sono a suo avviso collegabili, e il precedente di Necuhâtel lo specifica. “Questo pacchetto viene presentato a pochi mesi dalla manovra finanziaria di rientro, portata avanti dai partiti di maggioranza col pretesto di una situazione che hanno ripetutamente definito catastrofica. Un fatto che va sommato ai tagli di 50 milioni di franchi nelle prestazioni necessarie alle economie domestiche con i redditi più bassi, come i sussidi cassa malati e gli assegni di complemento”, si legge: non piace nemmeno il fatto che pochi mesi fa sia stata bocciata alle urne la Riforma III dell’imposizione delle imprese, e ovviamente che le misure sociali appaiano una sorta di contentino.

Il pipidino Simone Ghisla ha chiesto, in una mozione, che l’abbonamento Arcobaleno, magari con un supplemento, sia trasferibile, in modo da incentivare le persone all’uso dei mezzi pubblici, e una modifica dei prezzi, con un esborso maggiore per la prima zona e minore per quelle successive.