Ignazio Cassis è ancora nel mirino delle critiche. Questa volta è finito sotto accusa perché la ditta che si occupava della ristrutturazione della sua casa è italiana e indagata per non aver pagato correttamente degli operai. Il Consigliere Federale si è giustificato dicendo che è stata scelta dal uso architetto e che lui non sapeva niente.

Piero Marchesi ha commentato su Facebook: “Un Consigliere federale dovrebbe dare il buon esempio ai suoi cittadini, ecco l’esempio del Ministro ticinese PLR. Cassis e il suo partito, lo hanno ribadito ieri in occasione dell’assemblea dei delegati del PLR,  vogliono mantenere a tutti i costi la Libera circolazione. I motivi per noi oramai sono chiari:  1. Speculare 2. Speculare 3. Speculare”.

Anche Lorenzo Quadri ha detto la sua: “Certo che se anche i consiglieri federali “ticinesi” fanno lavorare le ditte italiane, siamo a posto… bell’esempio di sostegno all’economia locale! Chiaro: chi, come il buon Cassis, fino a 10 minuti prima dell’elezione in Consiglio federale aveva due passaporti, potrebbe avere qualche problema, volendo applicare il principio del “prima i nostri”, nel capire chi sono i “suoi”. Se già i Consiglieri federali per sistemare le loro ville ricorrono a ditte italiane – e non certo perché devono risparmiare! – cosa deve fare il comune cittadino con la propria casetta? Che razza di esempio si sta dando? Cassis di fatto incita i ticinesi a chiamare i padroncini. E poi vorrebbe anche smantellare le già misere misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone, nella consueta orgia calabraghista davanti ai balivi di Bruxelles. Misure accompagnatorie volte ad evitare che accada proprio quello che è successo nel cantiere di casa sua. C’è da sperare che da chi rappresenta gli artigiani e le imprese ticinesi giunga una chiara protesta nei confronti di simili aberrazioni. E non ci si nasconda dietro la fregnaccia che non si sono trovate ditte ticinesi (o per lo meno svizzere) idonee, e blablabla. Il mandato ai progettisti doveva essere chiaro: nessuna impresa d’oltreconfine, e se c’erano problemi avvisare tempestivamente e trovare delle soluzioni adeguate. Altro che ditte di Torino.
Che poi i fatti si siano svolti quando Cassis non era ancora stato eletto in Consiglio federale, ma era in corsa per il medesimo ed il risultato dell’elezione era scontato, non fa una gran differenza. Anzi, a maggior ragione in veste di “favorito” avrebbe dovuto dare l’esempio di sostegno all’economia ticinese e, se proprio non era possibile (?), svizzera. Ecco dunque un’ulteriore conferma del perché il PLR vuole la devastante libera circolazione delle persone e pure lo sconcio accordo quadro istituzionale con l’UE: per approfittarsene. Se poi si pensa che il ministro degli esteri, proprio mentre diventava di pubblico dominio l’imbarazzante (eufemismo) vicenda della ditta italiana che eseguiva i lavori nella sua magione e non pagava correttamente gli operai, ha avuto pure la bella idea di sostenere il gesto dell’aquila dei due calciatori kosovari… ecco il club dei “parzialmente svizzeri”.

Filippo Lombardi è stato eletto come nuovo presidente di Lugano Airport.

La Lega a Lugano polemizza sulle naturalizzazioni. “Oggi i commissari non convocano più petenti nelle sedute, le domande necessarie per valutarne l’idoneità sono permesse unicamente se richiesto a maggioranza della commissione, i commissari devono limitarsi a decidere sulla base di un dossier, il tutto con l’unico scopo di sfornare il maggior numero di passaporti possibile. Il gruppo della Lega dei Ticinesi in consiglio comunale si oppone drasticamente alle naturalizzazioni facili, la nazionalità è un senso di appartenenza, un forte sentimento che non può essere valutato leggendo dei fogli di carta; l’integrazione non può essere valutata tramite un questionario burocratico; ricevere il passaporto rossocrociato non può essere ridotto ad un semplice iter amministrativo paragonabile all’ammissione al circolo delle bocce. Per questi motivi, il gruppo della Lega si asterrà dal voto di qualunque petente”, annuncia.

Il PPD col promesso sondaggione è pronto a tastare gli umori dei suoi aderenti. 5000 sono gli interpellati, che dovranno esprimersi anche su chi portare in lista ad aprile.

Marco Romano ha chiesto che sia stipulato un accordo bilaterale specifico con l’Italia, con coinvolgimento del Ticino, per far sì che i soldi dei ristorni siano utilizzati per opere transfrontaliere.

I GLRT del Luganese vogliono vendere i famosi gonfiabili di Oppy De Bernardo, quelli dell’installazione a Locarno, a 20 franchi o offerta libera l’uno. Per beneficenza, dato che il ricavato andrebbe al Tavolino Magico, e per riabilitare l’immagine dei ticinesi, che non uscirono molto bene dall’episodio.

“L’articolo 66a del Codice Penale Svizzero (CPS) frutto dell’applicazione dell’iniziativa popolare “Rinvio dei criminali stranieri”, approvata da Popolo e Cantoni, esige che gli stranieri che hanno commesso un reato o un delitto penale debbano essere automaticamente espulsi dal territorio svizzero per decisione di un tribunale elvetico. Quest’ultimo non può rinunciare a tale espulsione se non in casi assolutamente eccezionali”, si legge in un’interrogazione di Tiziano Galeazzi (UDC, primo firmatario), Lara Filippini (UDC), Sergio Morisoli, Paolo Pamini e Andrea Giudici (PLR).

Morena Ferrari Gamba (prima firmataria), Martina Caldelari, Luca Cattaneo, Tobiolo Gianella, Urs Lüchinger, Giordano Macchi, Deborah Moccetti, Rupen Nacaroglou, Petra Schnellmann, Paolo Toscanelli, Karin Valenzano Rossi, Giovanna Viscardi, Federica Zanchi (PLR), Simona Buri, Marco Jermini, Tessa Prati, Nina Pusterla (PS) e Nicola Schoenenberger (Verdi) sono invece tornati, indirettamente, sulla convocazione in Pretura di Simona Buri (PS), Jacques Ducry (Indipendente) e Demis Fumasoli (PC)  per l’interrogazione su Lugano Airport, parlando con un’interrogazione della fuga di notizie sull’inchiesta amministrativa per i fatti legati al LAC, fra le cause delle dimissioni di Lorenzo Sganzini. “Ci sono fughe di notizie di serie A e di serie B?”