In Svizzera la situazione della pandemia di COVID-19 resta tesa e rispetto alla sessione autunnale è notevolmente peggiorata. La Delegazione amministrativa di entrambe le Camere ha pertanto deciso oggi di reintrodurre rigorose limitazioni nell’accesso al Palazzo del Parlamento. Le nuove disposizioni entrano in vigore a partire dal 16 novembre 2020.

Dalla scorsa sessione autunnale il Palazzo del Parlamento è stato predisposto in modo tale che le sedute delle Camere possano tenersi anche durante la pandemia di COVID-19 (cfr. comunicato stampa del 3 luglio 2020). Negli spazi in cui non sono presenti pannelli divisori in plexiglas vige l’obbligo di portare la mascherina. Inoltre, da ottobre non vengono più effettuate visite guidate.

Allo scopo di diminuire ulteriormente il numero delle persone presenti nel Palazzo del Parlamento, la Delegazione amministrativa ha deciso oggi di mettere in vigore dal 16 novembre 2020 i seguenti provvedimenti:

  • non sono ammessi le persone che beneficiano di un’autorizzazione di accesso in virtù dell’articolo 69 capoverso 2 della legge sul Parlamento (ad eccezione dei collaboratori personali), i rappresentanti dei Cantoni, gli ex parlamentari, gli ambasciatori, gli incaricati d’affari, nonché i giornalisti con un accreditamento giornaliero;
  • le tribune del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati restano chiuse al pubblico, tranne quando si tengono elezioni, giuramenti e cerimonie di commiato; è in tal caso previsto un numero limitato di posti per i famigliari e gli ospiti;
  • possono continuare ad accedere al Palazzo del Parlamento i collaboratori personali con autorizzazione d’accesso e al massimo due ospiti per parlamentare, i partecipanti alle sedute, gli artigiani, i giornalisti con autorizzazione permanente (C e C1), i partecipanti ai dibattiti nelle Camere (p. es. i consiglieri federali, i giudici federali, i collaboratori dei Servizi del Parlamento e dell’Amministrazione federale).

Prima della sessione autunnale 2020 i presidenti delle Camere avevano chiesto ai parlamentari di informarli nel caso fossero costretti a mettersi in isolamento o in quarantena (cfr. lettera del 28 agosto 2020Cambio formato). Queste misure di protezione e comportamentali valgono anche per la prossima sessione. La Delegazione amministrativa ha discusso con una delegazione dell’Ufficio federale della sanità pubblica ulteriori misure di protezione, come l’impiego a tappetto di test rapidi o la misurazione della febbre. Queste proposte sono state abbandonate perché, visto come è organizzato il Parlamento, sarebbero inadeguate e difficili da attuare. Si sta ora valutando se possono essere impiegati test rapidi eventualmente in modo mirato.

Per assicurare una pianificazione di crisi durevole, la Delegazione amministrativa auspica che siano create le condizioni tecniche affinché durante la sessione singoli parlamentari possano partecipare in modo virtuale alle votazioni. A tale scopo occorre dapprima emanare una relativa base legale, di cui si stanno occupando le Commissioni delle istituzioni politiche (cfr. iniziative di commissione 20.475 e 20.437).