Si terrà giovedì e venerdì, nel pieno della seconda ondata pandemica e tra misure di sicurezza rafforzate (obbligo della mascherina per parlamentari e personale), la sessione speciale del Consiglio nazionale.

Giusto per rimanere in tema, saranno in particolare due i dossier all’ordine del giorno legati alle ripercussioni del coronavirus a livello economico e sociale: la legge sulle pigioni commerciali e quella sulle fideiussioni solidali.

PIGIONI COMMERCIALI, ENTUSIASMO IN CALO

Il primo tema in agenda, che verrà affrontato giovedì, riguarda le pigioni commerciali. Il progetto del Consiglio federale, elaborato sulla base di due mozioni simili adottate in giugno dal parlamento, prevede che i gestori di esercizi commerciali paghino “solo” il 40% della pigione dovuta per tutto il periodo di chiusura forzata decisa in primavera dal governo.

La commissione preparatoria ha respinto per 14 voti a 11 il disegno di legge elaborato dall’esecutivo. Quest’ultimo è stato costretto a presentarlo controvoglia perché sempre contrario a una soluzione calata dall’alto, tanto che lo scorso settembre, nel approvare il messaggio, aveva chiesto al parlamento di respingerlo. Il Consiglio federale ha sempre sostenuto di non gradire una simile ingerenza nei rapporti di diritto privato, bensì di preferire soluzioni consensuali tra locatario e locatore.

A spingere la maggioranza della commissione verso la bocciatura sono stati vari fattori, tra cui i pareri “molto discordi” emersi durante la procedura di consultazione: inquilini e locatori la pensano in modo diametralmente opposto, con i primi favorevoli e i secondi “fermamente” contrari. La maggioranza giudica inoltre inaccettabile che la legge consenta di intervenire retroattivamente su rapporti contrattuali di diritto privato. La maggioranza crede, inoltre, che una simile ingerenza sia sproporzionata e anticostituzionale.

Una minoranza – soprattutto di sinistra – crede invece che il progetto rappresenti un importante contributo, sul piano congiunturale, per arginare la paventata ondata di fallimenti di aziende della ristorazione e del commercio al dettaglio.

FIDEIUSSIONI SOLIDALI, PIÙ ELASTICITÀ

L’altro tema che farà senz’altro discutere, ma sul quale dovrebbe essere più agevole raggiungere un compromesso, riguarda le fideiussioni solidali, ossia i prestiti agevolati garantiti dalla Confederazione per tutte quelle imprese danneggiate dalla chiusura ordinata dall’esecutivo durante il periodo più acuto della pandemia. Si tratta, finora, di una somma di poco superiore ai 20 miliardi di franchi.

Nell’esaminare il progetto del Consiglio federale, la commissione preparatoria ha deciso di facilitare il rimborso allungando il termine d’ammortamento di tre anni, ossia otto anni invece di cinque, con due anni di proroga per i casi difficili o di rigore.

Il tasso di interesse è stato stabilito allo 0% per i crediti sotto il mezzo milione di franchi – la stragrande maggioranza – e allo 0,5% per quelli fino a 20 milioni. Nonostante la presenza di minoranze su quest’ultimo aspetto, nella votazione sul complesso, il progetto è stato accolto all’unanimità. Considerato il carattere urgente del dossier, il progetto sarà già esaminato dal Consiglio degli Stati durante la sessione invernale di dicembre, affinché venga licenziato entro la fine dell’anno.

Il progetto uscito dalla commissione contempla inoltre il divieto di versare dividendi, allo scopo di evitare un aumento del rischio d’insolvenza dell’impresa. Una minoranza chiederà anche di vietare il versamento di bonus alla direzione e al consiglio di amministrazione.

COSTI SANITARI, PREZZO FARMACI NEL MIRINO

Il menù della Camera del popolo prevede anche, giovedì, un dibattito sui costi sanitari e, in particolare, sul prezzo dei medicinali, il cui costo è assai più elevato in Svizzera che altrove, anche per i generici.

La commissione preparatoria, contrariamente al disegno governativo, non vuole saperne di un sistema di prezzi di riferimento per medicamenti con brevetto scaduto. Tale sistema, secondo il Consiglio federale, potrebbe generare risparmi per 300-500 milioni di franchi all’anno.

Al posto del sistema dei prezzi di riferimento, la Commissione propone al governo di intervenire in tre ambiti: il divario di prezzo tra i preparati originali e i generici deve essere aumentato, i prezzi nel mercato dei generici devono essere esaminati ogni anno al posto di ogni tre anni, e devono essere ammesse le importazioni parallele di generici.

TURISMO ACQUISTI E SIGARETTE ELETTRONICHE

Nel corso della sessione speciale, il Nazionale dovrà anche pronunciarsi su tutta un’altra serie di progetti, tra cui una mozione già accolta dagli Stati che mira a rendere possibile la tassazione delle sigarette elettroniche, anche se a un livello inferiore rispetto a quelle classiche.

In agenda anche due iniziative cantonali (di Turgovia e San Gallo) volte a scoraggiare il turismo degli acquisti mediante un taglio al limite della franchigia per l’Iva. La commissione preparatoria propone di bocciare le due proposte, come già fatto dagli Stati poiché, oltre a creare un notevole onere amministrativo, non permetterebbero di limitare il fenomeno degli acquisti oltre frontiera.