Ieri, anche il Comitato Cantonale del PLR ha deciso di dire no all’iniziativa sull’insegnamento della civica: sono tre, dunque, i partiti che alla fine hanno scelto di cambiare l’idea del loro gruppo parlamentare.

Dopo Lorenzo Quadri, anche Piero Marchesi, presidente dell’UDC, si è infastidito: “Pur di non far passare un’iniziativa della destra, si è disposti ad anteporre interessi elettorali al bene comune? Si usa la scusa del dibattito interno dei partiti per cambiare rotta su un progetto in precedenza condiviso e difeso? Come detto, tutto è legittimo, come da parte mia pensare a un progetto dei partiti di centro – sinistra costruito ad arte per affossare un’iniziativa utile e doverosa per permettere alla società di avere giovani cittadini consapevoli dei loro doveri e diritti nella società. I commenti di alcuni parlamentari soddisfatti dopo il cambio di rotta del proprio partito non fanno altro che confermare l’ipotesi di complotto ai danni dell’educazione alla cittadinanza”, ha scritto senza mezzi termini.

Della coerenza della Lega ha invece parlato ironicamente, nell’ambito della battaglia che ormai oppone il Movimento di via Monte Boglia, e appunto in particolare Quadri, al PPD, Lorenzo Jelmini:  “Come se uno dicesse no alla tassa sul rut e poi quando va al Governo impone a tutti e la tassa sul rut! O ancora no ai radar e poi riempie il cantone di radar! Bravo Quadri, bisogna smascherare questi ipocriti di politici!!!”.

Sulla civica è tornato indirettamente anche Manuele Bertoli, commentando il suo incontro con i ragazzi del Consiglio Cantonale dei Giovani: “Perché c’è una grande fame in questi ragazzi e noi dobbiamo dar loro piatti appetitosi da divorare, non solo nozioni formali. La vera civica è esserci e partecipare. Come ho detto loro stamane, tutti partiamo da idee definite, consolidate, più o meno forti, ma l’importante è rimanere sempre curiosi delle idee degli altri e mettere sempre alla prova le proprie. Non necessariamente per cambiarle, ma perché sottoporle allo stress-test del confronto con gli altri è sempre salutare e soprattutto estremamente democratico”.

Lo stesso Ministro ha subito, ancora una volta, gli attacchi del PLR tramite Opinione Liberale. Il PLR, come già aveva scritto settimana scorsa, sospetta che i socialisti vogliano cambiare il sistema elettorale, “per puntellare la cadrega del buon Bertoli. Una legge ad personam, ad Bertolum. siccome il PS è in chiara difficoltà perché il suo ministro non ne azzecca una buona (vedi riforma sulla scuola, insegnamento della civica, trasporti scolastici, tanto per citare la cronaca più recente), allora ci si arrabatta per cambiare il sistema elettorale – sempre con la complicità di Lega, UDC e Verdi, of course – così da salvare la cadrega. Con tanti saluti al rispetto delle Istituzioni”. Secondo Opinione Liberale, infatti, il PS vorrebbe sostenere l’introduzione del sistema di congiunzione delle liste anche nel sistema elettorale per le cantonali, dopo averla bocciata.

I liberali non hanno risparmiato strali ai socialisti nemmeno per il fatto che Righini ha dichiarato di non sentirsi rappresentato da Cassis: “Il PS ha deciso di rendere noto che Ignazio Cassis non li rappresenta il che, sinceramente, non è che sia esattamente sorprendente. In effetti il Partito è talmente diviso al suo interno che non si capisce chi possa rappresentarli. Corrono voci che per realizzare l’identikit del candidato ideale sia stato ingaggiato un allievo di Pablo Picasso”.