51 voti favorevoli, 22 contrari e 2 astenuti, con Lega, PPD e PLR a favore, PS e La Destra contrari. Il Consuntivo 2017, che ha fatto registrare 80 milioni di avanzo, 114 più del previsto è stato bocciato dai socialisti perché ritengono che non debbano più esserci tagli per i ceti più deboli e da destra perché si pensa che si possa fare di più.

Il PLR dice sì ma è comunque preoccupato. “Le maggiori entrate sono state generate in particolare, da imposta preventiva, imposte suppletorie e imposte di successione ossia da chi in questo Paese si adopera per far muovere l’economia e crea ricchezza. Questo aspetto è centrale per ribadire e confermare un vecchio adagio caro al PLRT, che raccomanda di distribuire la ricchezza solo dopo averla creata. A non convincere il PLRT è invece l’immobilismo verso progetti di riforma dell’amministrazione cantonale. Ogni Dipartimento appare focalizzato al proprio interno e non si vede la condivisione di un indirizzo che possa permettere dei cambiamenti. Ogni anno questo Cantone è confrontato con nuove sfide da affrontare come ad esempio l’invecchiamento della popolazione, la necessità di investire nei nostri giovani, nella mobilità e nella connessione digitale del nostro territorio incluse le zone periferiche”, si legge in una nota.

Germano Mattei di MontagnaViva ha detto in aula che i risparmi sono stati a suo parere effettuati sulle spalle delle regioni periferiche e che avrebbe voluto proporre di destinare alla montagna 20 milioni. A suo dire serve sempre più il Dipartimento Montagna.

Manuele Bertoli, per i suoi pareri contro Salvini, Trump e Orban, è stato criticato da alcuni politici di destra. Tiziano Galeazzi: “Che le temperature estive siano aumentate, non vi sono dubbi, ma forse sarebbe importante per il CdS Bertoli occuparsi dei cittadini ticinesi, della scuola che non verrà, dell’aumento delle casse malati per il 2019, della povertà e il degrado del mondo del lavoro ticinese oltre al suo Dipartimento che domani passerà al setaccio in Parlamento. Opportuno forse evitare di guardar in casa d’altri o criticare le decisioni dei governi altrui. Dopo tutto, gli italiani hanno democraticamente scelto da chi farsi rappresentare. L’On. Bertoli dovrebbe conoscere la democrazia o sbaglio?”

Piero Marchesi: “Il Consigliere di Stato Bertoli dovrebbe sapere che non è opportuno nella sua posizione immischiarsi di questioni politiche di Paesi terzi, soprattutto con Governi legittimamente eletti dal popolo. Ma se proprio è così interessato a cosa avviene al di là del confine, settimana scorsa avrebbe dovuto votare a favore del blocco dei ristorni, così oltre a soddisfare la propria curiosità avrebbe fatto un gran favore ai ticinesi. Con il blocco il Governo cantonale di cui fa parte Bertoli, avrebbe iniziato una trattativa con l’Italia e provato a cercare soluzioni per il Ticino. Ma forse è più facile fare il commentatore politico piuttosto che il politico”.

Marco Chiesa: “il Consigliere di Stato socialista ha molto tempo libero e lo usa per indignarsi pubblicamente di coloro che non la pensano come lui e mettono semplicemente in atto ciò che avevano promesso in campagna elettorale e per cui sono stati eletti (vedi suggerito) e Lorenzo Quadri (Lega): “I fautori del ‘devono entrare tutti’ – nonché del business dell’asilo – stanno perdendo la testa. E pretendono di montare in cattedra a dispensare patenti di “inciviltà” e di “oscenità morale” agli odiati “populisti”. Gli squallidi ricatti morali con cui gli spalancatori di frontiere “politicamente corretti” per anni hanno imposto l’immigrazione scriteriata non se li fila più nessuno. E ricordiamoci che i responsabili delle morti in mare sono quelli che incoraggiano le partenze dei migranti economici lasciando le frontiere ed i porti aperti. Non certo quelli che li chiudono. Una domanda al compagno Consigliere di Stato del partito “Bosia Mirra”: se il governo italiano è composto da spregevoli criminali; se – come ha scritto in un eloquente post su fb il suo collega di partito Franco Cavalli – “gli italiani sono campioni del mondo con i messicani nella mafia e nel fregare lo stato” (l’avesse scritta un leghista una frase del genere…), perché non ha votato il blocco dei ristorni?”

Per Giorgio Fonio, invece, “non mi sembra che abbia detto qualcosa di non condivisibile. Stiamo parlando di persone e le immagini dagli USA le stiamo vedendo tutti. Vedere persone in mezzo al mare perché i Governi dell’UE non riescono a mettersi d’accordo mi indigna e preoccupa da uomo prima ancora che da politico. Se aggiungiamo le urla dei bambini messicani separati dalle loro famiglie è quasi impossibile non pensare a quanto accaduto 70 anni fa dietro i reticolati di filo spinato”.

Oggi il socialista è tornato sul tema. “Qualche politico di casa nostra ritiene inopportuno che mi esprima su questioni di civiltà, come il trattamento riservato ai migranti da alcuni Paesi, o su politiche proposte da nazioni estere, come quelle inerenti all’applicazione del trattato di Dublino – ha scritto sul proprio sito personale – Nell’ambito delle mie funzioni mi dedico tutti i giorni ai ticinesi, sia dirigendo il mio Dipartimento, sia partecipando alle decisioni del Governo, mettendo in campo riforme per il futuro e facendo tutto ciò che è in mio potere per consolidare soluzioni attuabili ed efficaci ai problemi. Ciò non mi impedisce, anzi, mi richiede di interessarmi anche a ciò che ci circonda, a ciò che sta accadendo attorno a noi e che più o meno direttamente ci tocca. Per esempio in ambito di migrazione, perché anche noi siamo coinvolti dal cinismo imperante o, più concretamente, dall’applicazione degli accordi Schengen/Dublino. Galeazzi, Marchesi, Quadri: mettetevi pure il cuore in pace, perché su questi temi non ho alcuna intenzione di stare zitto. Viviamo in un Paese libero, nel quale tutti sono liberi di scegliere di cosa parlare e di leggere o ignorare quel che gli altri dicono. Se non vi garba ciò che ho da dire siete liberi di guardare altrove, nessuno vi obbliga ad alzare lo sguardo da terra”.

In Gran Consiglio, parlando di Consuntivo, si è toccato l’argomento dei salari minimi. Michele Guerra ha spiegato che la Lega è disponibile a salari minimi di 20 franchi, a condizione che vengano introdotti anche degli incentivi per l’assunzione dei residenti.

Una ditta esterna proveniente da oltre Gottardo pare si occupi delle scansioni degli incarti presso l’ufficio tassazioni del Canton Ticino.  Carlo Lepori, Bruno Storni, Milena Garobbio, Raoul Ghisletta e Henrik Bang chiedono lumi in un’interrogazi0ne, domandando come mai non viene impiegato personale   interno, ausiliario o assunto tramite misure attive e programmi occupazionali.