La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati vuole continuare a consentire gli esperimenti di voto elettronico a condizione che siano stabiliti requisiti severi in materia di sicurezza.

Dopo aver sentito una rappresentanza della Conferenza dei cancellieri di Stato, la Commissione delle istituzioni politiche (CIP) ha esaminato un’iniziativa cantonale e due iniziative parlamentari che avanzano diverse richieste sull’ulteriore modo di procedere in relazione all’introduzione del voto elettronico. La Commissione accoglie con favore la decisione adottata il 27 giugno 2019 dal Consiglio federale secondo cui per il momento il voto elettronico non sarà introdotto come modalità di voto ordinaria e la fase sperimentale deve essere ridefinita in base a requisiti più severi. Ritiene giusto che in futuro sia nuovamente possibile riprendere gli esperimenti e si dichiara perciò contraria, con 10 voti contro 2, a un’iniziativa parlamentare che chiede di interrompere le prove di voto (18.468 n Iv. Pa. [Zanetti Claudio] Grüter. Sospendere il voto elettronico). La Commissione intende essere consultata in merito a modifiche di ordinanza che si renderanno eventualmente necessarie per riprendere la fase sperimentale. Il 9 dicembre 2019 il Consiglio nazionale, contrariamente alla proposta della sua CIP, ha tuttavia dato seguito alla suddetta iniziativa con 100 voti contro 75.

La CIP non ritiene nemmeno più necessario prevedere nuovi requisiti legali per le fasi sperimentali dopo essere stata informata che una fase sperimentale di nuova concezione soddisferà maggiori requisiti in materia di sicurezza. Con 8 voti contro 0 e 4 astensioni si esprime perciò contro un’iniziativa parlamentare con richieste simili presentata dal consigliere di Stato Damian Müller (LU) (18.427 s Iv. Pa. Sì al voto elettronico, ma privilegiando la sicurezza invece di forzare i tempi) che aveva invece accolto due anni fa, ma in condizioni differenti.

La CIP non ritiene opportuno nemmeno che la Confederazione favorisca un sistema rispetto a un altro: con 11 voti contro 0 e un’astensione è contraria a un’iniziativa del Cantone di Ginevra volta a istituire una struttura incaricata dello sviluppo e dell’esercizio di un sistema di voto elettronico in base al sistema messo a punto a Ginevra (19.312 Iv. Ct. GE. Per lo sviluppo di un sistema di voto elettronico in mano pubblica a livello nazionale o intercantonale).

CONTRO L’ALLENTAMENTO DELL’OBBLIGO D’ANNUNCIO

Con 6 voti contro 3 e 3 astensioni la Commissione si dice contraria a una mozione presentatale per esame intesa ad allentare l’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti (19.4560 Mo. Rieder. Ridurre la burocrazia per rafforzare il mercato del lavoro stagionale). L’autore della mozione vorrebbe facilitare la riassunzione di collaboratori non rendendo obbligatorio annunciare i posti stagionali se l’interruzione tra due impieghi esercitati da una medesima persona risulta inferiore a 12 mesi. Il divieto di pubblicazione di cinque giorni lavorativi andrebbe inoltre eliminato se l’Ufficio regionale di collocamento (URC) non è in grado di trasmettere al datore di lavoro dossier adeguati. Con questi allentamenti l’autore della mozione intende sgravare soprattutto le aziende nelle regioni turistiche da un onere amministrativo sproporzionato e penalizzante.

La Commissione fa notare che l’obbligo d’annuncio è un elemento centrale per attuare l’iniziativa contro l’immigrazione di massa accolta da Popolo e Cantoni che non dovrebbe essere svuotata del suo significato. Anche nelle professioni stagionali l’obbligo d’annuncio deve servire a sfruttare il potenziale della forza lavoro indigena e con il divieto di pubblicazione continua a essere concesso un vantaggio informativo di cinque giorni lavorativi alle persone in cerca d’impiego.

LEGGE COVID-19: PASSAGGIO DAL DIRITTO DI NECESSITÀ AL DIRITTO ORDINARIO CON LA COMPARTECIPAZIONE DEL PARLAMENTO

Infine, la Commissione ha esaminato il disegno di legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (20.058). Lo scopo della legge, limitata alla fine del 2021, è di istituire le basi legali per i provvedimenti che il Consiglio federale deve proseguire, adeguare o adottare nel gestire la crisi di COVID-19. Il progetto soddisfa quindi i requisiti legali secondo i quali, al più tardi sei mesi dopo l’emanazione di ordinanze basate sull’articolo 185 della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale deve sottoporre all’Assemblea federale il disegno sulle basi legali di queste ordinanze.

Le norme di delega proposte coprono diverse aree tematiche. La Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSSS) è competente per l’esame preliminare del progetto, mentre altre commissioni possono sottoporle proposte. In seno alla CIP sono state dibattute principalmente questioni di politica istituzionale. Si è discusso anche dell’opportunità di avere un’unica legge per i vari provvedimenti. È stata inoltre sollevata la questione dei limiti entro i quali il Consiglio federale può continuare ad adottare provvedimenti sulla base dell’articolo 185 Cost. Tuttavia, la Commissione ha presentato una sola proposta di modifica della legge: analogamente alla Commissione omologa del Consiglio nazionale, essa intende garantire che le commissioni parlamentari competenti siano consultate su tutte le ordinanze emesse sulla base di questa legge.